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3. Regole e procedure per usufruirne

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1. La dichiarazione riservata
I soggetti interessati dovranno produrre una dichiarazione riservata agli intermediari, nella quale vengono indicati la natura e l’ammontare delle attività sottoposte a rimpatrio. Tale dichiarazione è esente da bollo. Gli intermediari sono:
• banche italiane;
• società di intermediazione immobiliare;
• società di gestione del risparmio;
• società fiduciarie;
• agenti di cambio;
• Poste Italiane S.p.A.;
• organizzazioni di banche in Italia;
• organizzazioni di banche in Italia e imprese di investimento non residenti.

Nella dichiarazione i soggetti interessati devono anche attestare che le attività erano detenute all’estero almeno fino al 31 dicembre 2008. a tal proposito si ricorda la disposizione che prevede la reclusione da tre mesi ad un anno per ogni attestazione di false dichiarazioni (articolo 12, comma 1).
Attraverso la dichiarazione riservata, il contribuente conferisce all’intermediario l’incarico di ricevere in deposito le attività provenienti dall’estero.
Sempre nell’arco di tempo stabilito (15 settembre 2009 – 15 aprile 2010), il contribuente può anche presentare più dichiarazioni riservate avvalendosi di altrettanti intermediari.
La dichiarazione riservata viene debitamente sottoscritta dall’intermediario e rilasciata in copia al contribuente in maniera da costituire prova dell’effettuato pagamento dell’imposta straordinaria e da costituire unico documento valido per avvalersi degli effetti del rimpatrio.
L’Abi ha precisato che, considerando gli effetti prodotti dalla dichiarazione riservata, la copia potrà essere rilasciata solo successivamente al trasferimento in Italia del denaro e delle attività finanziarie connesse, e solo dopo che siano stati assicurati i mezzi per il pagamento della somma del 2,5%, cioè per la sottoscrizione dei titoli a tasso ridotto.

2. La riservatezza
Gli intermediari si limitano solo a produrre una comunicazione scritta sull’ammontare di tutti gli importi rimpatriati senza renderle note all’amministrazione finanziaria. Tale procedura è disciplinata dalle disposizioni dello scudo precedente.

3. Il valore delle attività rimpatriate o regolarizzate
Le attività sono valorizzate secondo i seguenti criteri:
• valore nominale per il denaro;
• costo d’acquisto per le altre attività;
• importo risultante dalla dichiarazione riservata se non sia possibile rilevare il costo originario dell’attività.;
Il valore ricavato è quello che sarà preso come base di calcolo per l’imposta straordinaria.
L’importo dichiarato e sanato sarà il futuro costo fiscale riconosciuto al contribuente. Per stabilire, infine, il controvalore in euro delle attività finanziarie si utilizzerà il cambio stabilito con apposito provvedimento dell’agenzia delle entrate.

4. L’imposta straordinaria
Secondo la nuova normativa, stabilito il valore delle attività, bisogna calcolare, in maniera forfettaria, un reddito figurativo ammontante al 2% annuo per i 5 anni precedenti la regolarizzazione o il rimpatrio. Si noti bene che l’applicazione del 2% non si prevede per ciascun anno di detenzione, bensì si opera una presunzione di detenzione all’estero per 5 anni. Si evince che il rendimento lordo sarà pari al 10%.
Il valore dell’imposta straordinaria è del 50%, comprensiva di sanzioni e interessi, per cui si ricava che il costo dello scudo fiscale è del 5% del valore delle attività dichiarate.

  1. A chi è rivolto
  2. I vantaggi e la tempistica
  3. Regole e procedure
  4. Effetti e conseguenze
  5. L’impatto sul modello UNICO

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3 Risposte to “3. Regole e procedure per usufruirne”

  1. E’ possibile sapere come deve essere resa la dichiarazione riservata?
    Su appositi modelli? O liberamente scritta dal soggetto che effettua il reimpatrio?

  2. La compilazione della dichiarazione deve essere redatta su dei modelli appositi. La dichiarazione va fatta su 4 modelli: il primo per l’intermediario, il secondo lo tiene il dichiarante, il terzo ed il quarto vanno tenuti per eventuali richieste dell’intermediario, come semplice documentazione.
    Va compilata in tutti i suoi quadri, dalla A alla F.
    A titolo di esempio si può consultare questo sito: http://www.portaleaziende.it/strumenti/articolo.php?p=488.

  3. Ho quote di una multioproprietà in Francia da cui non traggo alcun reddito e su cui pago le tasse. la mia situazione rientra nella normativa di scudo fiscale?…se si cosa devo fare?

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