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Nel 2014 nascerà una nuova imposta, la IMU

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Nel 2014 verrà reintrodotto l’ICI, e questa verrà accorpata da un altra tassa, e insieme prenderanno il nome di IMU, ovvero l’imposta unica sugli immobili che, ovviamente, graverà più sui poveri che sui ricchi.

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Nuova imposta comunale IMU a partire dal 2014L’IMU è l’imposta unica sugli immobili che dal 2014 sarà destinata a sostituire, assorbendole, l’ICI e l’imposta comunale sui redditi fondiari.

In questi giorni, infatti, è in corso l’approvazione del decreto che attuerà tale cambiamento.

L’Ufficio Studi del CGIA ha svolto un’indagine su tale nuova imposta attuando una simulazione delle sue future conseguenze economiche, sia per le casse dei comuni che la percepiranno che per le tasche dei cittadini che dovranno versarla. I risultati sono stati abbastanza univoci e quasi del tutto inequivocabili: la nuova imposta porterà ad un aumento delle tasse pari ad almeno mezzo miliardo di euro l’anno.

Tale imposta era inizialmente legata ad una bozza di legge proposta dal ministro Calderoli che prevedeva un’aliquota IMU allo 0,76% e lo sblocco delle addizionali IRPEF dal 2011. Tale proposta è stata però bocciata dalla bicamerale e pertanto il Governo ha provveduto, nella stessa giornata, tramite un Consiglio dei Ministri straordinario, ad approvare un decreto legislativo che seguisse i dettami della bozza Calderoli. Tale decreto, per essere attuato avrebbe avuto bisogno della firma del Presidente della Repubblica il quale però non ha accettato, ritenendo il decreto non avesse ragione di essere emanato e che fosse invece necessario il consenso delle Camere.

In teoria tale nuova imposta, quando applicata, darà la possibilità ai comuni di ridurre del 50% l’aliquota sugli immobili strumentali. Ma lo studio svolto dall’Ufficio Studi del CGIA ha messo in luce il fatto che, considerate le condizioni economiche in cui molti comuni vertono, sarà molto difficile che tale riduzione venga applicata. Quindi tale studio ha calcolato che la maggior parte dei comuni applicherà l’aliquota massima del 7,6 per mille che è di 1,2 punti superiore all’aliquota precedentemente applicabile per l’ICI. Applicando questa aliquota alla maggior parte degli immobili strumentali presenti sul territorio nazionale, si è calcolato che i comuni avranno introiti pari a 738 milioni di euro l’anno. Tali aumenti ricadranno sui proprietari di immobili destinati a negozi, uffici o studi privati, immobili ad uso produttivo. Questo vuol dire che, considerato il fatto che tali immobili non sempre sono di proprietà delle aziende o dei professionisti che li occupano, tale aggravio fiscale finirà per ricadere sui privati cittadini proprietari che li concedono in affitto.

Alla fine di questo studio condotto in via preventiva, il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha concluso che questo esperimento del federalismo non sarà conveniente per la maggior parte degli imprenditori i quali, indipendentemente dalla regione di appartenenza, a partire dal 2014 subiranno indistintamente degli aggravi fiscali.


Microcredito: dalla UE arrivano 25 mila euro per uscire dalla crisi

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La crisi preme ancora fortemente sulle tasche degli italiani (e di tutto il mondo). L’Unione Europea ha messo a disposizione delle imprese 25 mila euro per far fronte alle difficoltà più gravi che le attanagliano.

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Prestito di 25 mila euro per aziende in crisiSe fino a qualche anno fa il problema di non riuscire ad affrontare le spese quotidiane era qualcosa che riguardava soprattutto i paesi del terzo mondo, è ormai lampante che recentemente la questione tocca molte delle famiglie europee, soprattutto se subentra il problema della perdita improvvisa del posto di lavoro. Pertanto l’Unione Europea ha ritenuto opportuno attuare un’operazione per aiutare quelle famiglie in difficoltà a causa della perdita di lavoro e che, pertanto, non riescono ad avere normale accesso al credito per le vie tradizionali. Quindi, come è successo qualche anno fa per il Bangladesh, dove Grameen Bank (conosciuta come la Banca dei Poveri), ha sostenuto le famiglie in difficoltà tramite il microcredito, così anche l’Unione Europea si è mossa di recente in tal senso: il Parlamento Europeo ha istituito un strumento di micro finanziamenti denominato “Progress” che è rivolto a sostenere come abbiamo detto prima, quei soggetti che si trovano in un’improvvisa difficoltà finanziaria a causa della perdita del lavoro.

Il progetto “progress” prevede l’elargizione di prestiti per piccole cifre (non oltre 25.000 euro) che dovranno essere utilizzate per avviare o risollevare le piccole imprese, cioè quelle imprese che abbiano al massimo dieci dipendenti, che poi sono la maggior parte delle imprese europee. Una volta ottenuta la cifra richiesta il beneficiario dovrà restituirla a rate con dei tassi di interesse agevolati.
Tali agevolazioni sono rese possibili dal sostegno da parte del Fondo Sociale Europeo che si fa carico di parte delle spese che operazioni del genere comportano. Coloro i quali possono aver accesso a questo tipo di credito sono i soggetti inoccupati, o perché hanno difficoltà a collocarsi sul mercato del lavoro o perché hanno perso un lavoro che precedentemente avevano, come pure i soggetti che stanno correndo il rischio di perdere il posto di lavoro che ricoprono.
Il finanziamento tramite il progetto “Progress” ha lo scopo di sostenere le iniziative imprenditoriali di questi soggetti, qualora abbiano un progetto e manifestino la volontà di diventare piccoli imprenditori.
Essendo questa iniziativa dell’Unione Europea un’iniziativa a forte carattere socio-politico, nell’operare un criterio di scelta rispetto a quali soggetti elargire tali prestiti, avranno la priorità quelle imprese che offrono occupazione a soggetti svantaggiati. Alta priorità verrà anche data a quelle imprese che non presentano un fatturato annuo superiore a due milioni di euro.
Il fondo totale di cui questo progetto dispone per il quadriennio 2010-2013 è di 100 milioni di euro.
Questo fondo inoltre risulterebbe anche incrementato grazie ad accordi presi tra l’Unione Europea e la Banca Europea degli Investimenti (Bei).


Mutui che l’Inpdap eroga a lavoratori e pensionati statali

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L’Inpdap è un Istituto che si occupa delle pensioni dei dipendenti statali, ma oltre a questo fornisce prestiti di diverso genere a tasso agevolato agli stessi lavoratori statali che ne fanno richiesta.

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Pensioni InpdapGli scritti INPDAP, Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche, possono beneficiare di condizioni agevolate per la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa.

I mutui Inpdap offrono la possibilità di richiedere un finanziamento immobiliare e sottoscrivere un piano di rimborso con una durata massima pari a 30 anni: la soglia per l’importo erogabile è pari a 300 mila euro.

I mutui Inpdap rappresentano soluzioni di prestito immobiliare ipotecario riservate ai dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione regolarmente iscritti al Fondo Credito della Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, secondo i requisiti e le condizioni previste per l’accesso al credito.

Le agevolazioni offerte dai mutui Inpdap comprendono condizioni favorevoli per tutte le tipologie di mutui disponibili e regimi di interesse estremamente convenienti.

Per i mutui Inpdap i tassi sono stabiliti con delibera del Consiglio di amministrazione dell’Istituto: sul sito ufficiale dell’istituto sono indicati i rispettivi valori. Le formule a tasso fisso prevedono un tasso del mutuo del 3,75% per l’intera durata del piano di ammortamento, mentre per i mutui variabili il tasso applicato è pari al 3,50% per il primo anno e, con decorrenza dalla terza rata, tasso indicizzato all’Euribor a 6 mesi, calcolato su 360 giorni, maggiorato di 90 punti base, con rilevazione il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente.

Sul sito ufficiale Inpdap.it gli utenti possono, inoltre, consultare e scaricare tutte le schede informative dei diversi prodotti, le relative tabelle mutui Inpdap con le specifiche dei tassi di interesse applicati oppure consultare la sezione riservata alla documentazione necessaria per l’accesso al credito ed i requisiti richiesti al fine di inoltrare la propria domanda di mutuo all’Istituto.