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L’acquisto di un bene come un’auto è probabilmente una delle circostanze più comuni nelle quali viene erogato un finanziamento. Il finanziamento per l’acquisto di una vettura rientra nella categoria dei prestiti finalizzati, quelli cioè erogati con la finalità d’acquistare un bene o un servizio. |
Normalmente è il concessionario d’auto stesso a proporre una soluzione di questo tipo, poiché non è inusuale che concessionari o autosaloni godano di convenzioni talvolta agevolate con banche o istituti di credito, per poter erogare direttamente un finanziamento finalizzato all’acquisto di una vettura nuova, usata o a km 0.
Tuttavia bisogna considerare che anche il concessionario paga una commissione all’istituto finanziario per poter offrire questo tipo di servizio, per cui spesso risulta più conveniente, per chi chiede il finanziamento, rivolgersi ad una società finanziaria o creditizia, che potrebbe accordare condizioni ben più vantaggiose di quelle proposte dal concessionario d’auto.
Per l’acquisto di una vettura, normalmente l’importo finanziato copre il 100% dell’intero valore, sebbene di norma si stabilisce un tetto massimo di importo finanziabile pari a 60.000 Euro.
Come ogni prestito finalizzato, il finanziamento per l’acquisto di un auto è abbastanza agile, sia nei tempi di erogazione (solitamente abbastanza ridotti) che nel numero di rate sul quale viene distribuito il prestito.
Allo stesso modo i requisiti non sono particolarmente limitanti: in linea di massima per la concessione di un finanziamento auto è sufficiente essere maggiorenni, risiedere sul territorio italiano (è richiesta la carta d’identità e il codice fiscale) e poter esibire l’ultima busta paga o modello CUD o dichiarazione dei redditi.
Scritto il Giugno 16th, 2008 da admin
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La cessione del quinto dello stipendio è una particolare forma di prestito personale, rientrante nella tipologia dei prestiti non finalizzati destinati all’acquisto di un bene o servizio (quelli dunque concessi direttamente al richiedente, senza l’intervento di un mediatore), disciplinato dal D.P.R. 180/50 (il cui ultimo aggiornamento è al 14 maggio 2005).
Prevede appunto la cessione fino ad un quinto del salario, al netto delle ritenute fiscali, al fine di estinguere un finanziamento concesso da un istituto di credito, ed ha come requisito fondamentale proprio la possibilità di essere richiesto esclusivamente da lavoratori dipendenti.
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La cessione del quinto, ha una struttura piuttosto rigida, per lo meno per ciò che riguarda scadenze e importo erogabile. La durata del prestito non può essere superiore ai 120 mesi (dieci anni), compatibilmente con la data di pensionamento del dipendente, mentre l’importo finanziabile non può superare, in base alla normativa sul credito al consumo, l’importo di 30.987,41 Euro. |
L’importo della rata del prestito è fissa e non è prevista dal legislatore la possibilità di modificarla successivamente, e viene espressa dal TAN (tasso annuo nominale) e dal TAEG (tasso annuo effettivo globale).
In linea di massima la richiesta di prestito tramite cessione del quinto è conveniente a partire da importi, in linea di massima, oltre i 5.000 Euro, poiché al di sotto di questa soglia il TAEG è particolarmente elevato e non risulterebbe vantaggioso affidarsi a questa forma di finanziamento.
A differenza di un mutuo o di un comune prestito, la cessione del quinto non prevede di dover dare delle garanzie come pegno o ipoteca, poiché è la busta paga stessa del dipendente (ed eventualmente il suo TFR) ad annullare ogni rischio di insolvenza; ai fini pratici, è il titolare del dipendete che garantisce la solvibilità del suo lavoratore.
Scritto il Giugno 16th, 2008 da admin
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I mutui concessi dalle banche per l’acquisto di un immobile (prima o seconda casa che sia) costituiscono il tipo di mutuo richiesto ed erogato con maggior frequenza.
Si tratta di un tipo di finanziamento con vincolo di destinazione, ossia finalizzato ad uno scopo specifico, come appunto l’acquisto di un immobile.
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L’importo rimborsato annualmente non può superare il 30% del reddito del nucleo familiare. Ciò nonostante le condizioni applicate, la durata e l’importo erogato possono variare moltissimo, a seconda dei diversi fattori presi in considerazione dall’istituto erogante la somma: valutazione dei rischi, solvibilità del richiedente, valore commerciale dell’immobile previa perizia dell’incaricato dalla banca… |
I mutui per l’acquisto di un immobile si differenziano anche per il tipo di tasso applicato, che può essere fisso o variabile. In Europa per i mutui a tasso fisso ci si riferisce all’Eurirs, mentre per quelli a tasso variabile il riferimento è l’Euribor.
Attualmente gli istituti di credito cercano di spingere i clienti ad accendere un mutuo per lo più a tasso fisso: probabilmente questa tendenza deriva dalla cattiva reputazione che i tassi variabili hanno acquisito nel nostro paese a causa delle tante famiglie strangolate da rate mensili che in 3-5 anni si sono raddoppiate.
Molti analisti finanziari prevedono che nel 2009 ci sarà un taglio dei tassi nei mutui a tasso variabile fino ad assestarsi a circa il 3%; ma chi si fida più?
Per chi non lo sapesse, a breve accadrà in Italia quello che è successo in America e Spagna (per non parlare dell’Argentina), forse in misura minore ma accadrà.
Ad oggi, in Italia gli interessi passivi generati da un mutuo destinato all’acquisto della prima casa sono detraibili dall’IRPEF, nella misura del 19% su di un importo massimo di 4.000 euro da distribuire tra gli intestatari del mutuo, un dato che rilancia l’importanza di una scelta oculata tra tasso fisso e variabile.
E se invece di una casa vi dicessero che vi conviene comprare un camper ?
Scritto il Giugno 13th, 2008 da admin
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