La manovra finanziaria varata dal nostro Governo il 15 maggio 2010 ha toccato anche il ramo del rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL), andando così inevitabilmente ad agire anche nei settori della scuola e della ricerca.
Cerchiamo ora di capire in che termini questi settori verranno influenzati dalla manovra.
In primis, il Governo ha deciso di bloccare il rinnovo dei Contratti Nazionali per il biennio 2010-2012; per quanto riguarda invece i contratti già firmati nel biennio precedente, la manovra blocca gli aumenti di retribuzione che superino il 3,2% e, nel caso in cui questi aumenti ci dovessero essere già stati e il lavoratore ne avesse già beneficiato, si prevedono delle operazioni di recupero.
Inoltre, la decisione di bloccare gli stipendi di tutti i settori lavorativi pubblici implicherà, per i lavoratori della scuola (sia personale ATA che personale docente), uno stallo nell’avanzamento verso la fascia salariale più alta.
Questo blocco coinvolge in maniera significativa soprattutto i docenti universitari e i giovani ricercatori per i quali è previsto il congelamento degli avanzamenti di carriera annunciati nei contratti già sottoscritti. La manovra ha inoltre imposto un blocco agli scatti di anzianità e tale blocco andrà a coinvolgere circa 254.000 dipendenti della scuola, tra personale ATA e docenti, che dal prossimo anno avrebbero avuto diritto di passare ad una fascia salariale più alta; ma, stando così le cose, allo stato attuale dovranno aspettare altri tre anni prima di poter usufruire di questo diritto.
Il risparmio previsto con l’applicazione di queste norme si aggira intorno ai 340 milioni all’anno. Anche gli stipendi dei dirigenti scolastici, come per tutti i dirigenti pubblici, subiranno un abbattimento del 5% circa.
La manovra prevede inoltre il blocco del turn-over nella pubblica amministrazione e questo inciderà in maniera sostanziale soprattutto sui precari del mondo della scuola e della ricerca. A partire dal 2011, infatti, la pubblica amministrazione, scuola compresa, potrà avvalersi di assunzioni a tempo determinato solo nella misura del 50% rispetto a quelle utilizzate nel 2009.
Il blocco del turn-over ovviamente avrà ripercussioni anche sulle assunzioni a tempo indeterminato, vediamo in che misura:
- Nel triennio 2011-2013 si potrà assumere solo il 20% di personale rispetto a quello che nello stesso triennio cessa il proprio servizio nella pubblica amministrazione. Quindi su dieci dipendenti che vanno in pensione, se ne potranno assumere solo due.
- Nel 2014 si prevede comunque che questo limite salga al 50% per arrivare al 100% nel 2015.
Inoltre, per quel che riguarda direttamente la scuola e non le amministrazioni pubbliche in generale, la manovra prede anche un blocco delle assunzioni di insegnanti di sostegno, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale che aveva sottolineato l’incostituzionalità di una scelta del genere.
Questo capitolo della manovra finanziaria è tra quelli che maggiormente hanno suscitato le reazioni dei sindacati di categoria che hanno indetto numerosi scioperi e contestazioni.
Il Governo comunque, nella figura del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, si è dichiarato disposto a rivedere alcuni dei punti più critici e contestati di questa manovra in materia di scuola e ricerca, ma ancora non è del tutto chiaro in che termini. Bisognerà quindi aspettare i prossimi giorni/mesi per vedere cosa scaturisce dai tavoli delle contrattazioni.
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E’ vero che con il blocco degli stipendi e scatti di anzianità per
noi insegnanti questi tre anni non valgono anche a livello
pensionistico? Grazie