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	<title>PrestitiFinanziari.net</title>
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	<description>Guida sui prestiti finanziari, mutui, tassi di interesse, calcolo delle rate.</description>
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		<title>A dicembre 2009 salgono i tassi di interesse sui mutui</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:28:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La situazione sui mutui è ancora poco stabile ma a dicembre 2009 il tasso è aumentato. Non è ben chiaro come mai questo sia successo ma è chiaro che il settore sta pian piano cercando di stabilizzarsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/mutui/tassi-mutui-dicembre-2009.jpg" title="Aumento dei tassi di interesse sui mutui a dicembre 2009" align="left">A dicembre 2009 sono risaliti, dopo 18 mesi, i tassi di interesse sui mutui, che sono passati dal 2,90% di novembre al 2,95%.</p>
<p>Questi dati <b>non permettono di capire</b> se vi sia un reale aumento della richiesta di prestiti per acquistare una casa oppure se ciò dipende dal passaggio da un tasso fisso ad uno variabile o viceversa. Un altra motivazione potrebbe essere la percezione che l’era dei bassi tassi di interesse si stia concludendo.</p>
<p>L’ufficio studi dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), comunica che questi dati sono il risultato di una <b>particolare elaborazione</b> tra i tassi di interesse dei mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile.<br />
Sta di fatto che comunque una vera crescita mancava dall’agosto del 2008, quando il tasso era arrivato al 5,95%.</p>
<p>Sempre a dicembre 2009, anche il tasso <b>Euribor</b> (il tipico parametro di indicizzazione per i mutui a tasso variabile) è calato passando dallo 0,72% di novembre al 0,71%; oggi si attesta allo 0,66%.</p>
<p>Per guanto riguarda i <b>finanziamenti alle imprese</b>, c’è stato un ulteriore calo dello 0,5% nelle richieste arrivando all’1,1% rispetto all’1,6% di ottobre. La situazione italiana sembrerebbe comunque migliore del resto d’Europa dove gli impieghi sono maggiormente calati.</p>
<p>In aumento ci sono stati i <b>finanziamenti alle famiglie</b> (+6% rispetto ai primi mesi del 2008) ma peggiora la <b>qualità del credito</b> (ovvero la valutazione di un’obbligazione in relazione alla sua qualità e sicurezza) raggiungendo un valore di 58 miliardi di euro, 1,4 in più rispetto ad ottobre 2009 e 18,4 miliardi in più rispetto a novembre 2008.</p>
<p>In una riunione tenutasi il 20 gennaio 2009, il Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo, ha parlato dei <b>problemi connessi all’entrata in vigore delle regole del Basilea 2</b>, e sperano che questo non si ripercuota sulla restrizione creditizia proprio quando l’economia nazionale ha bisogno di denaro per riprendersi.</p>
<p>Una delle ipotesi sull’aumento dei mutui è che in vista dell’aumento del costo del denaro a partire dalla metà del 2010, a novembre 2009 il 70% dei mutui era a tasso variabile, il 25% a tasso fisso e il 5% a tasso misto: la scelta maggiore scelta del tasso variabile è da ricondurre alla possibilità di modificare ogni due anni il finanziamento passando da variabile a fisso e viceversa.</p>
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		<title>Prestiti per acquisto macchinari destinati alle aziende</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 19:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti finanziari]]></category>
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		<description><![CDATA[I prestiti aziendali più richiesti sono quelli per acquistare nuovi macchinari da sostituire ai vecchi oppure per aumentare la produzione aziendale allargando l'azienda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/prestiti-finanziari/prestiti-acquisto-macchinari.jpg" title="Prestiti per acquistare nuovi macchinari di produzione aziendale" align="left">Qualunque titolare d’impresa può richiedere un <b>prestito per acquistare nuovi macchinari</b> per il cosiddetto “rinnovo parco macchine” (che viene inteso anche per macchinari di produzione) o per ampliare la propria azienda.</p>
<p>I <b>prestiti per macchinari</b> possono essere richiesti sia al <b>Governo</b> (nei casi in cui esso abbia messo a disposizione dei fondi per le imprese) sia ai normali <b>istituti di credito</b> bancari o non bancari, che dispongono di particolari pacchetti di prestiti per le aziende.</p>
<p>Gli <b>importi</b> dei quali possono usufruire le tantissime aziende medie e piccole italiane variano solitamente <b>da 5.000 a 100.000 euro</b>, restituibili in periodi medi di 120 mesi. Ovviamente ogni azienda ha particolari esigenze e la banche sono sempre disposte a trattare i casi particolari in maniera soggettiva e <b>personalizzata</b>.</p>
<p>A volte vi sono degli esperti delle propria banca che si recano personalmente in azienda per visionare la struttura organizzativa e, soprattutto, la <b>solvibilità aziendale</b>, ovvero la capacità che essa avrà di restituire il futuro prestito erogato.</p>
<p>Per prestiti fino a circa 100.000 euro, i <b>documenti</b> da fornire all’istituto di credito sono pochi e di <b>semplice reperibilità</b>. Si tratta di documenti che innanzi tutto devono testimoniare la <b>proprietà dell’azienda</b>; altri incartamenti invece riguarderanno la <b>situazione economica e produttiva</b>, perché una qualsiasi banca non può permettersi di dare del denaro a qualcuno che ha già i conti in rosso e nessuna possibilità di restituire il denaro.</p>
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		<title>I migliori prestiti BNL</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:30:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Banca BNL fa parte di uno dei gruppi bancari più grandi d'Europa e dispone di diversi tipi di prestiti necessari a coprire le esigenze di tutti i cittadini italiani. Ve ne riportiamo alcuni tra i più interessanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/prestiti/prestito-bnl.jpg" title="Tutti i prestiti della Banca BNL facente parte del Gruppo Bancario BNL-PARIBAS" align="left">La Banca Nazionale del Lavoro <b>BNL</b> fa parte del colosso <b>BNP PARIBAS</b>, e come tutti i grandi gruppi finanziari d’Italia offre diversi tipi di prestito con i quali riesce a coprire tutte le esigenze di qualunque cittadino italiano.</p>
<p>La maggior parte dei prestiti disponibili in banche o agenzie di credito, rientra nella categoria dei <b>prestiti personali</b>, ovvero quei prestiti dove solitamente non viene chiesa la destinazione del denaro; in altre parole non c’è bisogno di specificare per chi o per che cosa vi servirà quel prestito.</p>
<p>Di seguito riportiamo un elenco di alcuni dei prestiti BNL più interessanti e richiesti disponibili in questo periodo presso tutte le loro filiali.</p>
<p><b>Prestito BNL Revolution</b><br />
E’ il prestito destinato un po’ a tutti, come famiglie, individui singoli, pensionati, imprese, aziende, ditte.<br />
La cifra finanziabile va da 500 a 100.000 euro, restituibili da 6 a 120 rate mensili.<br />
<b>Si divide in “Large” e “XXL”</b>.<br />
<i><b>Revolution Large</b></i><br />
Studiato per chi desidera rimborsare in <b>poche mensilità</b> il prestito. Possono essere richiesti da 500 a 100.000 euro da rimborsare da 6 a 60 mesi. Taeg 10,99%.<br />
<i><b>Revolution XXL</b></i><br />
Per chi ha l’esigenza di restituire il prestito in un <b>numero elevato di mensilità</b>. Possono essere richiesti da 10.000 a 100.000 euro da restituire in un tempo compreso fra 61 e 120 mesi. Taeg 10,99%</p>
<p><b>Prestito per studenti</b><br />
Esistono due tipi di prestiti creati in collaborazione con il Ministero delle Politiche Giovanili e l’ABI. Possono trattarsi di prestiti finalizzati, quindi spesso bisogna specificare come verrà speso il denaro preso in prestito.<br />
Permettono di ottenere fino a 6000 euro rimborsabili da 6 a 36 mesi a tasso taeg agevolato.<br />
<i><b>Prestito di merito</b></i><br />
Possono richiederlo gli studenti diplomatisi con l’80% del voto massimo, o gli studenti universitari con una media universitaria del 24, oppure i laureati con il 90% del voto massimo. Taeg 5,80%.<br />
<i><b>Prestito di Lode</b></i><br />
Possono richiederlo gli studenti diplomatisi con il massimo dei voti, o gli studenti universitari con una media universitaria del 27, oppure i laureati con il massimo dei voti. Taeg 5,27%.</p>
<p><b>Prestito per pensionati</b><br />
Dà la possibilità a tutti i pensionati di avere un <b>prestito illimitato</b> rimborsabile in 120 mesi.<br />
I <b>pensionati INPDAP</b> possono godere di una convenzione di 3 anni che prevede il rimborso tramite la cessione del quinto dello stipendio, a tassi fissi e vantaggiosi. I piani di rimborso sono due e prevedono un rimborso da 24 a 60 mesi oppure da 72 a 120 mesi.<br />
Anche i <b>pensionati INPS</b> possono godere di una convenzione di 3 anni con cessione di un quinto dello stipendio ma solo se non percepiscono una pensione per invalidità, o assegni di sostegno, o assegni per il nucleo famigliare.<br />
Il Taeg varia da circa il 7,50% al 21,50%, soprattutto in base all’età del richiedente (maggiore è l’età, maggiore è l’interesse applicato).</p>
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		<title>Come ridurre la rata del mutuo senza allungarne la durata</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2009/12/01/ridurre-rata-mutuo/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 17:02:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tralasciando il sistema che permette di fari "acquistare" il mutuo esistente da un altro istituto di credito che, a sua volta, lo convertirà in un altro mutuo di maggiore durata e a più alti interessi, in questo articolo vengono descritti gli unici due modi con i quali è possibile ridurre la mensilità del mutuo senza darsi la zappa sui piedi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/mutui/ridurre-rata-mutuo.jpg" title="Metodi per abbassare la rata del mutuo per l'acquisto della casa." align="left">Quando ci si appresta a richiede informazioni per avere un mutuo, quello che alla fine di tutti i giochi interessa di più è la <b>cifra che ogni mese si dovrà restituire</b> all’istituto di credito che ci ha permesso di acquistare la nostra casa.</p>
<p>Il <b>primo sistema</b> per abbassare la rata e quello di chiedere meno denaro alla banca, prelevando soldi dai propri risparmi o utilizzando alcuni <b>lasciti</b> di genitori e/o parenti.<br />
Il <b>secondo sistema</b> è quello di utilizzare anticipatamente <b>una parte del Tfr</b> (trattamento di fine rapporto), detta anche liquidazione, sia che esso sia stato investito in azienda che in un fondo pensione.</p>
<p>La possibilità di ottenere un anticipo sul Tfr viene data solo ai <b>dipendenti che lavorano da almeno 8 anni per la stessa azienda</b> ma con alcune regole/limitazioni: in un anno il datore di lavoro può erogare il 70% del Tfr accumulato solo al 10% dei lavoratori che possono richiederlo, a patto che questo 10% non superi il 4% di tutti i dipendenti.<br />
<b>Ad esempio:</b> se un’azienda ha 100 operai e la metà di loro potrebbe avere questo anticipo, l’azienda potrebbe teoricamente darlo a 5 operai (ovvero il 10% di 50 operai), ma siccome il 10% di 50 operai è pari al 5% di tutti i 100 operai, il numero massimo di operai che riceverà l’anticipo potrà essere solo 4.<br />
Per quanto riguarda i lavoratori che hanno deciso di investire il proprio <b>Tfr in un fondo pensione</b>, il requisito di anzianità è sempre lo stesso, 8 anni, ma calcolati sommando i periodi in cui il Tfr è stato versato in forme di pensioni complementari. In questo caso, l’anticipo può essere del 75%.</p>
<p>Si precisa che in tutti e due i casi di anticipo, sulla cifra ricevuta viene applicata una tassazione.</p>
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		<title>Australia: tra tutti i paesi del G20 è la prima ad alzare i tassi di interesse</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2009/10/27/australia-tra-tutti-i-paesi-del-g20-e-la-prima-ad-alzare-i-tassi-di-interesse/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 18:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La situazione economica in Australia e il futuro di questa nazione che ha subito la crisi in modo marginale rispetto all'Italia e all'Europa intera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/news-prestiti/tassi-interesse-australia.jpg" title="La banca australiana aumenta i tassi di interesse, ed è la prima tra tutti i Paesi del G20" align="left">Primo tra i paesi del G20 ad aumentare il costo del denaro è stato l’Australia. Portando i tassi dal 3 al 3.25%, la Reserve Bank ha l’intenzione di continuare in questa direzione. Il cambio di tendenza è avvenuto alquanto rapidamente. Ricordiamo, infatti, che solo un anno fa i tassi australiani erano al 7%, e da dicembre 2008 ad aprile 2009 la banca centrale ha diminuito di 2.25 punti percentuali il costo del denaro.<br />
Cos’è cambiato da allora? Secondo il governatore Glenn Stevens, <b>la situazione economica dell’Australia è sicuramente più forte</b>, tanto da prevedere un 2010 quasi normale dal punto di vista della crescita. Il Paese ha infatti evitato la recessione tecnica: non ha infatti mai registrato due trimestri consecutivi di contrazione dell’attività, subendo una flessione del Pil solo nell’autunno 2008.<br />
Stevens aggiunge che anche la disoccupazione non è aumentata in maniera veloce, mentre l’inflazione è vicina all’obiettivo previsto. Per questi motivi si è deciso di calare pian piano lo stimolo economico fornito dalla politica monetaria.</p>
<p>Ma un altro fattore che ha contribuito alla decisione di cui sopra, è l’aumento veloce delle quotazioni immobiliari. I <b>prestiti per le case</b> hanno avuto una crescita solida e negli ultimi 6 mesi i prezzi delle case sono saliti in maniera notevole.<br />
Qualche giorno fa però, Antony Richards, il capo economista della Reserve Bank, aveva affermato che i tassi sui mutui non potevano restare bassi a lungo in quanto il rischio potrebbe essere rappresentato da un forte aumento delle case.<br />
Ritroviamo quindi anche in Australia la stessa problematica affrontata dalle banche centrali una volta arrivate al bivio della exit strategy: attendere troppo può creare bolle finanziarie, al contrario agire in fretta può fermare la crescita.</p>
<p>David Forrester, di Barclays, afferma che la RBA (Reserve Bank of Australia) ha individuato <b>tre fattori che possono arenare la crescita</b>:</p>
<ul>
<li>necessità di risanamento dei bilanci aziendali nelle grandi economie;</li>
<li>calo dello stimolo fiscale auspicato dal governo;</li>
<li>cambio forte (il dollaro australiano continua a prendere terreno sulla valuta Usa).</li>
</ul>
<p>Riguardo questo scenario, molti analisti si aspettano perciò prudenza, augurandosi che i prossimi rialzi siano meditati e arrivino dopo che la RBA abbia eseguito una valutazione degli effetti delle sue mosse iniziali.</p>
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		<title>Seguire il modello Sarkozy per dare credito alle aziende</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 09:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il modello Sarkozy per combattere la crisi in Francia potrebbe essere utilizzato anche in Italia emettendo delle particolari obbligazioni, oltre a diversi sgravi per chi avvia nuove assunzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/prestiti-imprese/modello-sarkozy.jpg" title="Il modello Sarkozy potrebbe essere applicato anche in Italia" align="left">Per venire in aiuto delle piccole e medie imprese in difficoltà, lo Stato potrebbe sottoscrivere delle <b>speciali obbligazioni convertibili</b>, emissioni quasi equity a condizioni convenienti per le Pmi.<br /> Un’altra modalità sarebbe quella di utilizzare le risorse che erano state destinate ai <b>Tremonti bond bancari</b>, ma rimaste inutilizzate, per concedere sgravi fiscali, incentivare le assunzioni, concedere finanziamenti agevolati alle aziende con difficoltà creditizia: il <b>modello Sarkozy</b>.</p>
<p>Queste sono alcune delle ipotesi al vaglio di Confindustria, da quando Unicredit e San Paolo hanno convenuto la ricapitalizzazione senza usufruire dell’intervento statale: il Ministero dell’Economia dispone quindi di 6 miliardi di euro da poter destinare ad altri settori.</p>
<p>Ricordando ancora una volta il piano di sostegno di Sarkozy, gli interventi a favore delle Pmi sono molteplici. Le <b>piccole e medie imprese italiane</b>, come le francesi, e le <b>banche europee</b> collassate dalla recessione e dai titoli tossici, <b>hanno bisogno di ricapitalizzarsi</b>. Per le Pmi, ciò vuol dire migliori condizioni di finanziamento presso gli istituti  bancari. A tal proposito, il governo Sarkozy ha messo a disposizione nuovi fondi per favorire gli aumenti di capitale, oppure obbligazioni convertibili emesse dalle imprese a corto di capitale.<br /> Inoltre le Pmi francesi godranno di sgravi fiscali nelle assunzioni o negli investimenti fissi, e lo Stato potrà direttamente concedere finanziamenti agevolati.</p>
<p>In Italia, la conversione dei Tremonti bond emessi dalle banche in bond per le Pmi, avrebbe bisogno di un intermediario. Attualmente la Cdp non può farlo perché non possiede gli strumenti per il microcredito e il risparmio postale potrebbe spingersi fino al rischio-banca o al rischio-progetto.</p>
<p>Finora, il Ministro Tremonti ha aiutato le Pmi attraverso tre grandi interventi, mediati dalle banche:</p>
<ul>
<li>8 miliardi di liquidità del risparmio postale messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti indirettamente per le Pmi;</li>
<li>miliardi di euro di garanzie Scace su prestiti concessi dalle banche alle Pmi che hanno crediti con le pubbliche amministrazioni;</li>
<li>creazione di una linea speciale Cdp-banche.</li>
</ul>
<p>Obiettivo futuro? Tremonti bond senza l’intermediazione bancaria.</p>
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		<title>Lo scudo fiscale porterà denaro anche al bonus ricerca delle aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dove e a chi andranno i soldi dello scudo fiscale]]></category>
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		<category><![CDATA[scudo fiscale e ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro Scajola annuncia che una parte del denaro ricavato dallo scudo fiscale andrà in aiuto a quelle imprese in grado di investire in ricerca tecnologica e nuovi sistemi produttivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/news-prestiti/bonus-ricerca-scudo-aziendale.jpg" title="scudo fiscale e bonus ricerca aziende" align="left">Di fronte alla platea degli industriali di Genova, il 6 ottobre 2009, il <b>ministro dello sviluppo</b>, <b>Claudio Scajola</b>, ha annunciato la sua <b>proposta</b>, diretta a Tremonti e altri colleghi, affinché i soldi dello scudo fiscale siano in parte destinati alle imprese, in particolare al credito d’imposta e alle innovazioni.</p>
<p>Ha inoltre difeso l’operato del governo nella gestione della crisi e nella sua attenzione ai problemi delle imprese e dell’economia. Ciò in particolare riferimento alle accuse della Marcegaglia, presidente di Confindustria, che aveva rimproverato la politica di disattenzione e poca responsabilità nell’amministrazione della situazione economica.</p>
<p>A riprova delle proprie affermazioni, Scajola, fa riferimento:</p>
<ul>
<li>al Pil italiano che sembra andar meglio che in altri paesi,</li>
<li>alla disoccupazione e al debito pubblico che sono al di sotto della media europea,</li>
<li>al sistema bancario che è stato in grado di fronteggiare la crisi senza ricorrere ai bond pubblici,</li>
<li>ai dati positivi delle esportazioni di settembre.</li>
</ul>
<p>Scajola continua il suo discorso riconoscendo che <b>la crisi è tutt’altro che lontana e non sarà breve</b>, ma la ripresa dell’economia deve passare attraverso la capacità di resistenza delle imprese italiane che sapranno risollevarsi anche grazie al <b>sostegno dell’esecutivo</b>, sia attraverso le iniziative già varate (come il rifinanziamento del fondo di garanzia per piccole e medie imprese con 1,6 miliardi di euro), sia attraverso manovre future: ad esempio una parte del denaro proveniente dallo scudo fiscale verrà utilizzato per il credito d’imposta, e verranno dati degli incentivi per fornire più risorse alla ricerca industriale, all’innovazione tecnologica e a nuove filiere produttive.</p>
<p>Altro tema di intervento del ministro è poi stato l’energia: a breve saranno nominati degli appositi commissari per rendere più celere gli interventi infrastrutturali energetici. Egli conferma l’impegno sul nucleare, affermando che, qualora si rendesse necessario, il governo si andrebbe a sostituire alle regioni.</p>
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		<title>Come si calcola la rata del mutuo?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 14:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[calcolare rata mutuo]]></category>
		<category><![CDATA[calcolo rata mutuo]]></category>
		<category><![CDATA[come calcolare il mutuo]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità rata mutuo]]></category>
		<category><![CDATA[valore rata mensile mutuo]]></category>

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		<description><![CDATA[Due metodi (uno rapido e uno più preciso) per calcolare il valore della rata in base alle entrate economiche familiari e allo stile di vita di tutti i componenti della famiglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/mutui/calcolare-rata-mutuo.jpg" title="calcolo rata mutuo" align="left">Quando ci si accinge ad aprire un mutuo per l’acquisto di una casa, è importantissimo valutare la sua sostenibilità nel tempo, ovvero la certezza che ogni rata potrà essere pagata senza grandi problemi fino all’estinzione totale del prestito.</p>
<p>Se volete accendere un mutuo a <b>tasso fisso</b>, quello che dovete fare è prendere il totale delle vostre entrate e dividerlo per 4: in economia si è visto che dedicare il <b>25% delle entrate familiari</b> all’acquisto della casa è un buon compromesso tra valore della rata e tempo di estinzione del mutuo.<br />
Questo calcolo, però, non vale per un <b>mutuo a tasso variabile</b>, dove la rata può crescere anche di moltissimo col trascorrere degli anni (come si è visto in questi anni). Inoltre non è abbastanza preciso, ed è per questo che è meglio attuare un secondo metodo di calcolo.</p>
<p><b>Calcolare in modo più preciso la rata del mutuo</b></p>
<ol>
<li>Prendete la media mensile del totale delle vostre entrate (inclusa la 13esima);</li>
<li>ad esso sottraete la media mensile del totale delle spese ritenute indispensabili (bollette, spese per il vestiario, per il cibo, per la scuola dei figli, per la salute, per l’auto, per il divertimento, &#8230;). Questo calcolo, nel quale non va inserito l’affitto perché sarà sostituito dal mutuo, è quello che richiede più tempo perché per avere un grado di affidabilità sufficientemente alto è necessario raccogliere gli scontrini e annottare tutte le spese per diversi mesi, possibilmente 12.</li>
<li>Il risultato ottenuto è quello che teoricamente vi resta per pagare il mutuo. Nella pratica, però, non bisogna destinare al mutuo tutto il denaro rimanente perché bisogna considerare eventuali imprevisti di ogni genere e sorta.</li>
<p>Fatti i vostri calcoli, potete recarvi in banca e richiedere il vostro mutuo.<br />
La banca deve appurare la vostra <i>solvibilità</i> (la capacità di poter restituire il mutuo per intero) chiedendovi una o più buste paga, oppure l’ultima dichiarazione dei redditi; in realtà la banca fa anche altre ricerche per capire se siete dei cattivi pagatori oppure se la vostra “fedina economica” è pulita.<br />
Avute tutte le dovute informazioni, la banca potrà erogare il mutuo oppure chiedervi ulteriori garanzie (oltre alla normale ipoteca sulla casa per la quale avete acceso il mutuo) come la <b>fideiussione</b>, ovvero la garanzia da parte di una terza persona (parenti) che in caso di difficoltà del richiedente, sarà lei stessa a pagare le rate del mutuo al posto suo.</p>
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		<title>S.r.l.: i controlli del Fisco riguarderanno anche i soci</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 08:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[controlli Fisco srl]]></category>
		<category><![CDATA[controlli soci srl]]></category>
		<category><![CDATA[controlli società responsabilità limitata]]></category>
		<category><![CDATA[tassazione soci srl]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Fisco controllerà sempre di più anche i singoli soci delle Srl per evitare che un singolo socio, o una parte di essi, abbia ricavi non dichiarati ai danni di tutta la Srl.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/news-prestiti/controlli-soci-srl.jpg" title="fisco società srl" align="left">Recentemente gli <b>accertamenti fiscali</b> nei confronti delle Srl comportano dei <b>coinvolgimenti</b> anche per i <b>soci</b>, così come accade nelle società di persone.<br />
Infatti, nel caso in cui gli accertamenti portino allo scoperto ricavi non dichiarati o costi fittizi, l’amministrazione procede a contestarli ai soci della società, relativamente alla propria quota di partecipazione. In questi casi, non avendo generalmente la prova concreta che tali somme occultate siano state realmente distribuite ai soci, <b>si procede rettificando i redditi dei soci</b>, presumendo la distribuzione fittizia dei suddetti utili. Questo avviene quando non venga dimostrato il contrario, ossia nel caso in cui gli utili siano confluiti nel patrimonio della società o nella disponibilità di soggetti individuati.</p>
<p>In tali situazioni avviene di norma che il contribuente contesti all’amministrazione la mancanza di prove concrete, arrivando talune volte, ad appellarsi alla violazione del divieto di doppia presunzione, ossia, nel caso specifico, <i><b>l’amministrazione, partendo da un accertamento induttivo a carico di una società per utili occultati (prima presunzione), perviene alla conclusione che quegli stessi utili siano stati distribuiti tra i soci (seconda presunzione)</b></i>.</p>
<p>E’ bene specificare che <b>l’orientamento della Corte di Cassazione</b> è quello di ritenere i soci, ovviamente in assenza di prove concrete, quali fruitori di utili non dichiarati o di costi fittizi. Tale presunzione di distribuzione degli utili ai soci, però, non può ritenersi valida nel qual caso i ricavi occultati e i costi fittizi contestati alla società non abbiano dato luogo a provate movimentazioni finanziarie (studi di settore, ricavi non di competenza ecc.).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scudo fiscale 2009-2010</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2009/08/05/scudo-fiscale-2009-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 17:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[regole scudo fiscale 2009]]></category>
		<category><![CDATA[sanatoria scudo fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[scudo fiscale 2009]]></category>
		<category><![CDATA[società scudo fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[tasse scudo fiscale]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le novità che riguardano lo scudo fiscale 2009-2010 e che permette di sanare e regolarizzare la situazione delle aziende italiane con sede all'estero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un elemento aggiuntivo del decreto anticrisi sarà quello di <b>regolarizzare quelle attività finanziarie che vengono svolte all’estero</b> che, così facendo, violano le vigenti norme tributarie e di controllo valutario.<br />
Il relativo emendamento presentato alla camera, prevede la possibilità di sanare tali situazioni attraverso il pagamento di un’imposta straordinaria pari al 5% del patrimonio posseduto all’estero. Una tale disposizione, nella definizione e nelle proprie fattezze operative, rimanda a delle norme già applicate in passato e richiama in auge il cosiddetto “scudo fiscale”.</p>
<p>Analizziamo di seguito i principali aspetti del sistema, nonché i soggetti, le attività interessate, i costi e i vantaggi che lo scudo offre.</p>
<ol>
<li><a title="Chi può utilizzare lo scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/a-chi-e-rivolto-lo-scudo-fiscale-2009-2010/"  >A chi è rivolto</a></li>
<li><a title="Quando compilare lo scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/i-vantaggi-e-la-tempistica-dello-scudo-fiscale-2009-2010/"  >I vantaggi e la tempistica</a></li>
<li><a title="Regole dello scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/regole-e-procedure-per-usufruire-del-dello-scudo-fiscale-2009-2010/"  >Regole e procedure</a></li>
<li><a title="Gli effetti dello scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/effetti-e-conseguenze-dello-scudo-fiscale-2009-2010/"  >Effetti e conseguenze</a></li>
<li><a title="Scudo fiscale 2009-2010 e modello Unico" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/impatto-dello-scudo-fiscale-sul-modello-unico/"  >L’impatto sul modello UNICO</a></li>
</ol>
<p><a title="Sito ufficiale de Il Sole 24 Ore" href="http://www.ilsole24ore.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.ilsole24ore.com/');" target="_new">Fonte: Sole 24 Ore del 20/lug/2009</a></p>
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