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	<title>PrestitiFinanziari.net</title>
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	<description>Guida sui prestiti finanziari, mutui, tassi di interesse, calcolo delle rate.</description>
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		<title>Adusbef e Federconsumatori: urgono nuove regole per le banche e maggiori diritti per gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 15:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[diritti correntisti banca]]></category>
		<category><![CDATA[novita' banca]]></category>
		<category><![CDATA[regole banche]]></category>

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		<description><![CDATA[Le banche italiane sono tra le peggiori d'Europa. Hanno costi di gestione conto altissimi, creano continuamente problemi a chi vuole un mutuo per la casa, non sono trasparenti. Adusbef e Federconsumatori chiedono a gran voce che tutto questo cessi di esistere e ci siano nuove regole e maggiori diritti per i correntisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Diritti correntisti banca" src="/immagini/varie/diritti-clienti-banche.jpg" alt="" width="230" height="150" />Adusbef e Federconsumatori chiedono da tempo che la <strong>situazione dei conti correnti</strong> in Italia venga completamente rivista. Ciò che accade in Italia non accade in nessun altro stato Europeo!</p>
<p>La media del costo di mantenimento di un conto corrente in una banca Italiana è di <strong>quasi 300 euro all’anno</strong>, contro una media di 114 euro del resto d’Europa.</p>
<p>In questi giorni il commissario al mercato interno <strong>Michel Barnier</strong> ha proposto la sua <strong>ricetta</strong> per cambiare le cose, e Adusbef e Federconsumatori la condividono in pieno.</p>
<p>La commissione europea vuole che si lavori su <strong>tre fronti basilari</strong> per i diritti del cittadino:</p>
<ol>
<li>prima di tutto è importante assicurare che tutti abbiano il <strong>diritto di avere un conto corrente bancario</strong>, ovvero le banche non possono rifiutarsi di aprire un conto corrente a chi ne fa richiesta.<br />
Proprio come il rilascio della carta d’identità, così il diritto deve valere per un conto. Per fare questo, qualunque Stato dovrà <strong>garantire</strong> almeno un istituto bancario che possa aprire un conto a chiunque ne faccia richiesta, anche se questi non è in grado di pagare le spese fisse annuali.</li>
<li>Tutto deve diventare <strong>più trasparente</strong>. Per questo le banche dovranno obbligatoriamente pubblicare un elenco dove siano presenti i costi dei servizi più comuni e diffusi, oltre ai costi di chiusura conto che nella maggior parte dei casi sono introvabili. Tutto questo dovrà essere pubblicato anche on-line.</li>
<li>L’ultimo punto riguarda il <strong>cambio di banca</strong>, che deve essere <strong>veloce</strong>, al massimo <strong>entro 15 giorni</strong>, e deve includere automaticamente tutte le domiciliazioni già collegate al conto. Proprio le domiciliazioni sono tra le cose che scoraggiano maggiormente il cliente a cambiare conto, in quanto per ognuna dovrà rifare la trafila di comunicare il nuovo numero di conto e poi accettare che gli vengano addebitati i pagamenti in automatico.</li>
</ol>
<p>L’Italia è <strong>maglia nera per diversi servizi</strong> legati al conto o comunque al rapporto tra cliente e banca. Sono più alti i tassi applicati sui mutui (e vige spesso l’obbligo di stipulare costose polizze assicurative), i tassi sul credito al consumo, le spese dei bonifici e trasferimenti di denaro, i costi dei conti correnti, appunto.</p>
<p>Con l’applicazione della direttiva dovrebbe esserci maggiore concorrenza e, quindi, un calo dei costi generale per tutti gli istituti di credito. Sarà davvero così?</p>
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		<title>Cipro boccia il salvataggio europeo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 12:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto russia cipro]]></category>
		<category><![CDATA[bocciatura prelievo conti correnti cipro]]></category>
		<category><![CDATA[conti correnti cipro]]></category>
		<category><![CDATA[prestito ue cipro]]></category>

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		<description><![CDATA[La decisione del Parlamento cipriota di non approvare l'accordo con Bruxelles e procedere al prelevamento forzato dai conti correnti dei cittadini, ha spiazzato un po' tutti ed ora si attendono i futuri risvolti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="No Cipro aiuti europei" src="/immagini/economia/no-cipro-aiuti-ue.jpg" alt="" width="230" height="149" align="left" />La decisione del <strong>Parlamento cipriota</strong> di non varare l’accordo raggiunto tra la delegazione del governo e le autorità politiche di Bruxelles sul prelievo coattivo dai conti correnti dei cittadini ha spiazzato tutti.</p>
<p>L’invito della <strong>Bce</strong> aveva il sapore di ultimatum, per cui ci si aspettava un inclinazione del Parlamento. A dire il vero, stando alle indiscrezioni di stampa degli ultimi giorni, pare possa esserci dietro un piano B.</p>
<p>In particolare, Cipro potrebbe svincolarsi dall’Ue ed <strong>accordarsi con la Russia</strong>, che ha forti interessi nel Paese, tanto che secondo le stime diffuse deterrebbero 35 dei totali 75 miliardi di euro di depositi presenti nel Paese. Il Paese dell’est Europa guarda da sempre con interesse a Cipro, sia per motivi fiscali che per le riserve di gas presenti, che con eventuale accordo di salvataggio potrebbe accaparrarsi.</p>
<p>In realtà si è solo nella fase di esplorazione, anche se a quanto pare le prime risultanze sono state molto promettenti, tanto da attirare proprio i principali gruppi russi.</p>
<p>La soluzione in sostanza potrebbe anche piacere a <strong>Merkel &amp; C.</strong> che eviterebbero di ripetere il caso Grecia, con un Paese legato al suo cordone ombelicale senza tuttavia mai risolvere a fondo le proprie problematiche.</p>
<p>Per ora quindi congelato il <strong>prestito da 10 miliardi di euro</strong>, anche se ieri l’Ue ha ribadito la propria offerta, in cambio dei prelievi coattivi che porterebbero nelle casse 5,8 miliardi di euro. Riepilogando l’accordo prevede un prelievo del 9,9% sui conti correnti con giacenze superiori a 100 mila euro, e del 6,75% dai 20 ai 100 mila euro. L’Ue ha però dato la propria disponibilità a rivedere al ribasso l’aliquota sui redditi minori.</p>
<p>Intanto le banche e la borsa locale sono chiuse da lunedì mattina e lo rimarranno anche per oggi e domani, con incertezza sull’apertura nella prossima settimana. Si teme che i cittadini prelevino in grandi masse il proprio denaro dagli istituti di credito e lo portino in altri Paesi, finendo per affossare definitivamente il sistema finanziario locale.</p>
<p>Nei prossimi giorni si scoprirà il piano B di Cipro, con l’intercessione russa, rafforzata dall’intervento del presidente <strong>Vladimir Putin</strong> che, ha definito la proposta europea “ingiusta, poco professionale e pericolosa”.</p>
<p>Ieri intanto dalla Germania anche <strong>Angela Merkel</strong> si è detta preoccupata dalla bocciatura del Parlamento, intravedendo rischi per l’Eurozona e per l’euro, chiedendo un’azione di responsabilità per riportare il linea il Paese.</p>
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		<title>Grecia di nuovo a rischio: ispezione della Troika</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 12:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti europa Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione giovanile Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Troika controllo Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Yannis Stournaras]]></category>

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		<description><![CDATA[Ispezione della Troika in Grecia per verificare il miglioramento dei conti pubblici dopo le ultime rilevanze molto deludenti che evidenziano la crisi economica del Paese che non da segnali di inversione di tendenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Aiuti Troika crisi Grecia" src="/immagini/economia/troika-aiuti-grecia.jpg" alt="" width="230" height="148" />La Grecia farà ancora parlare di se nei prossimi mesi. Dopo l’<strong>haircut </strong>che è costato pesanti perdite ai possessori di titoli ellenici, il Paese rischia nuovi contraccolpi con l’economia che peggiora di mese in mese, non riuscendo a lasciarsi alle spalle la crisi, che la tormenta in maniera costante da ormai diversi anni.</p>
<p>La <strong>Troika</strong> ha annunciato ieri di voler effettuare un nuovo test sui conti del Paese, per verificare che il <strong>governo Samaras </strong>ponga in esser gli interventi concordati con il <strong>Fmi </strong>e con la <strong>Bce</strong>. L’esecutivo ellenico, nell’ottenere l’ultimo piano di aiuti aveva promesso di realizzare un piano di riforme.</p>
<p>Ci sarebbe già stato l’incontro tra una delegazione della Troika e il governo del Paese. Da quanto si apprende da alcune fonti giornalistiche, le tensioni sono dovute al ritardo nella riduzione del numero di dipendenti pubblici. Era stato concordato un taglio di 150 mila dipendenti entro il 2015 con una tranche di 25 mila unità entro l’anno in corso.</p>
<p>Il ministro delle Finanze ellenico<strong> Yannis Stournaras</strong> tuttavia ha sottolineato che finora dall’inizio dell’austerity, sono già stati tagliati 75 mila unità.</p>
<p>Il Paese rischia di nuovo, perché legalo al cordone ombelicale degli aiuti internazionali, senza ai quali avrebbe vita breve.</p>
<p>Stournaras ha dichiarato alla stampa che non procederà con altri tagli. Un duro faccia a faccia, che porta il governo per l’ennesima volta da anni a disattendere i patti concordati con i suoi creditori, che questa volta sembrano aver perso definitivamente la propria pazienza dopo le innumerevoli promesse mai mantenute dell’ex presidente del Consiglio Papandreau. A spingere il ministro a queste dichiarazioni la situazione economica del Paese, depresso e travolto da un’infinita recessione.</p>
<p>Dal 2008 non ci sono mai stati segnali di inversione di tendenza a la crescita difficilmente ci sarà da qui ai prossimi anni. Da economica la crisi è divenuta sociale, con una <strong>disoccupazione giovanile</strong> che sfiora il 50% e continue tensioni in piazza. Si è sull’orlo di una guerra civile, difficilmente il Paese riuscirà a resistere a questa situazione ancora per molto tempo.</p>
<p>Il Paese che per molti anni ha vissuto in condizioni esageratamente lussuose rispetto alle proprie condizioni, è stata costretta a modificare in maniera drastica il proprio tenore di vita, schiacciato da riforme lacrime e sangue volute dalla Troika, che negli ultimi anni ha di fatto commissariato il Paese.</p>
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		<title>Imprese al record di chiusure, superate le 100 mila nel 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 15:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[analisi cerved imprese]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento imprese 2012]]></category>
		<category><![CDATA[imprese chiuse 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Record di chiusure in Italia per le imprese, che superano quota 100 mila unità. L'analisi di Cerved riferisce che sono stati 12 mila le aziende che hanno dichiarato fallimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Crisi imprese" src="/immagini/news-prestiti/fallimento-imprese.jpg" alt="" width="230" height="150" />Il 2012 è risultato uno egli anni peggiori della storia, per le imprese italiane. L’attenzione delle banche a salvaguardare la salute dello Stato, con continui ricorsi ad <strong>acquisto di Btp</strong> per sostenerne le quotazioni sul mercato secondario hanno portato le banche ha stringere il cordone della borsa, riducendo l’opera di sostegno alle imprese.</p>
<p>Le conseguenze sono state disastrose, perché sommate ad una crisi sistemica di dimensioni abnormi. Il mix di questi elementi si è fatto sentire nell’<strong>anagrafe delle imprese</strong>, tanto che sono state circa 100 mila quelle che hanno dovuto dire addio chiudendo bottega.</p>
<p>Un numero che rappresenta un record in Italia, con una crescita del 2,2% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>L’analisi è stata svolta da <strong>Cerved</strong>, ma con risultati in linea con quelle precedentemente illustrate da altre associazioni di categoria. Snocciolando i dati, emerge che le chiusure per fallimento sono state 12 mila, mentre 2 mila sono le chiusure non fallimentari. 90 mila sono le liquidazioni,</p>
<p>Quello che preoccupa maggiormente, e che anche i primi rilievi sul 2013 mostrano un’analoga tendenza. In particolare, sono in corso molte operazioni di concordato preventivo in forza della nuova legge introdotta nel mese di settembre.</p>
<p>L’Ad di Cerved <strong>Gianandrea De Berardis</strong> ha rimarcato il pericoloso incremento del numero di fallimenti, in crescita del 64% rispetto al 2008.</p>
<p>La situazione diverge da settore a settore. Ci sono alcuni come quello manifatturiero, dove sono fallite lo scorso anno il 5,2% del totale delle aziende, seguito da quello costruzioni con il 4,6%, ed infine il terziario con il 2,2%.</p>
<p>Se si analizzano le micro categorie nel dettaglio emerge che quelle che hanno sofferto maggiormente sono quelle interconnesse con la casa (7,9%), moda e medi intermedi, rispettivamente con il 7,1 e 5,5%.</p>
<p>A livello territoriale invece Nord più del Sud, con il 3,5% rispetto al 2,7% e tra le regioni sul podio Friuli (4,4%), Marche (4,1%), Piemonte (3,5%).</p>
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		<title>Le banche non riescono più ad erogare mutui, perché?</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2012/12/12/situazione-mutui-banche/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 18:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[banche concedono mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui giovani]]></category>
		<category><![CDATA[mutui per giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa sta succedendo nel settore dei mutui? E qual è la situazione economica delle banche d'Italia? Un articolo per fare il punto delle situazione sui giovani che vorrebbero stipulare un mutuo ma non riescono ad ottenerlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Mutui e banche" src="/immagini/mutui/situazione-mutui-banche.jpg" alt="" width="200" height="241" />Per anni le famiglie italiane hanno chiesto <b>mutui immobiliari a cuor leggero</b>, spesso per acquistare case ad un prezzo multiplo del loro valore reale, ma la crisi economica ha dato un deciso stop al settore. Secondo le ultime rilevazioni, <b>in un solo anno i mutui sono crollati del 45%:</b> un crollo davvero significativo, dovuto a diversi fattori.</p>
<p>Da una parte il <b>mercato immobiliare</b> è ormai <b>fermo</b>, gli italiani si sono probabilmente accorti che i prezzi delle case sono troppo alti rispetto al valore reale e che la casa è un bene tartassato. E non dobbiamo dimenticare i devastanti effetti della crisi, che sta falcidiando i redditi di molti italiani.</p>
<p>Però il <b>crollo delle compravendite immobiliari è stato del 25%</b>, inferiore alla discesa fatta registrare dai mutui.<br />
Questo significa che <b>il problema finanziario è ancora più grande</b> del problema immobiliare: le banche non concedono mutui e quando lo fanno applicano dei tassi di interesse elevatissimi, molto più alti di quelli applicati nel momento del boom immobiliare.</p>
<p>Se vogliamo <b>capire</b> perché si comportano così, dobbiamo analizzare la loro situazione patrimoniale: a parte casi sull&#8217;orlo del baratro e del commissariamento come il Monte dei Paschi di Siena, <b>tutte le banche italiane hanno bilanci più o meno fantasiosi</b>, con poste immateriale come il marchio o il valore delle filiali che costituiscono una parte sostanziosa del patrimonio. Inoltre all&#8217;epoca del boom immobiliare, che tanti danni ha fatto all&#8217;Italia, <b>hanno erogato mutui a tutti</b>, anche per il 100% dell&#8217;immobile e talvolta finanziando persino le spese notarili, le imposte di registro e le commissioni dell&#8217;agenzia.<br />
<b>Un errore</b> marchiano fatto sull&#8217;onda dell&#8217;euforia che adesso le banche si preparano a pagare caro, visto che gli immobili tanto generosamente finanziati adesso valgono meno, molto meno del prezzo dell&#8217;acquisto e che molte famiglie si ritrovano in difficoltà con il pagamento della rata del mutuo per la crisi.</p>
<p><b>Ecco quindi che nessuno si fida più delle banche italiane:</b> per loro finanziarsi sul mercato interbancario (quello dove le banche si prestano denaro tra loro) è diventato praticamente impossibile. Sopravvivono solo grazie ai finanziamenti concessi dalla BCE e in alcuni casi dallo Stato Italiano (caso Montepaschi che riceverà in prestito 3,5 miliardi di euro).<br />
Ecco quindi che <b>le banche non possono più concedere mutui</b> perché non hanno soldi. E quando lo fanno devono farlo a tassi di interesse davvero alti perché il costo che affrontano per finanziarsi è alto.</p>
<p>In qualche modo si sta ripetendo una situazione tipica italiana: <b>i giovani pagano le colpe delle generazioni precedenti</b>. La follia immobiliare degli anni scorsi viene pagata dalle giovani coppie che magari vogliono ottenere un mutuo per acquistare una prima casa  e non lo ricevono perché le banche non fanno più mutui o, al massimo, applicano dei tassi di interesse da capogiro.</p>
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		<title>Ecco come le agenzie ristrutturano un debito che non è possibile pagare</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 13:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insolvenze-cattivi pagatori]]></category>
		<category><![CDATA[agenzie di riduzione debiti]]></category>
		<category><![CDATA[indebitamento famiglie italiane]]></category>
		<category><![CDATA[ristrutturare debito]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa si intende per ristrutturazione del debito ed in che modo operano le agenzie preposte a questi servizi? Alcuni casi pratici e consigli utili per rendere il consumatore più consapevole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Debiti famiglie italiane" src="/immagini/insolvenze-cattivi-pagatori/famiglie-indebitamento.jpg" alt="" width="189" height="200" />L&#8217;<strong>indebitamento delle famiglie italiane</strong> è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni. Richiedere un finanziamento è diventato, nei fatti, una pratica di routine, che viene intrapresa senza le necessarie analisi. Il risultato? Crescono sempre di più le famiglie che non riescono a pagare le rate dei finanziamenti in corso: è sufficiente un problema anche piccolo perché si comincino a saltare le rate e si entri nell&#8217;incubo del recupero crediti.</p>
<p>Per questo motivo si diffondono sempre di più <strong>agenzie</strong> che consentono, almeno a detta dei loro slogan pubblicitari, di <strong>non pagare i propri debiti</strong> o, almeno, di abbatterli in maniera decisa, fino al 70%.</p>
<p>Prima di proseguire con l&#8217;articolo vogliamo precisare che non concordiamo, almeno nella maggioranza dei casi, con l&#8217;idea alla base di questo tipo di servizi. Se un debito è stato contratto, allora c&#8217;è prima di tutto l&#8217;obbligo morale di pagarlo. Pacta sunt servanda, dicevano i latini, e questo è alla base del funzionamento stesso della nostra economia.</p>
<p>Tuttavia capita che il debito accumulato negli anni sia così grande che sia impossibile, o molto difficile, riuscire a pagarlo. In queste situazioni può essere utile rivolgersi a questo tipo di agenzie che possono aiutare, sostanzialmente, a ristrutturare il debito.</p>
<p>Non si tratta quindi di magia finanziaria: professionisti come avvocati ed <strong>esperti di finanziamento aprono una trattativa con le banche</strong> o le finanziarie creditrici per ottenere accordi a stralcio e saldo del debito, un istituto del diritto che esiste da almeno 40 anni.</p>
<p>Si tratta di una materia estremamente delicata, che va trattata con grande attenzione, cerchiamo di capire come funziona il servizio.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Debiti" src="/immagini/insolvenze-cattivi-pagatori/debito.jpg" alt="" width="215" height="190" />I professionisti di queste agenzie si presentano alla banca o alla finanziaria con cui l&#8217;utente è indebitando prospettando la situazione debitoria e paventando l&#8217;impossibilità di continuare a pagare le rate. Si impegnano però a continuare i pagamenti in cambio di una sostanziale riduzione del debito. Detto in parole ancora più semplici, se Tizio ha un debito di 100 con la banca, può tramite queste agenzie richiedere di pagare solo 30, minacciando di non pagare niente se l&#8217;accordo non verrà accettato. Talvolta le banche o le finanziarie accettano questo tipo di accordi, talvolta no, dipende dalla bravura dei consulenti ma soprattutto dalla volontà del soggetto creditore di accollarsi una perdita. Perché arrivare ad una <strong>ristrutturazione del debito</strong> di questo tipo rappresenta, in ogni caso, una perdita per colui che fa l&#8217;accordo e deve rinunciare ad una parte dei propri crediti.</p>
<p>In alcuni casi queste agenzie debiti aiutano anche a non pagare debiti originati da spese illegittime e quindi non dovute. Un altro caso in cui possono essere di grande aiuto è per difendere patrimoni aggrediti, in maniera illegittima, da Equitalia.</p>
<p>Tuttavia è sempre opportuno ricordare che il <strong>servizio non è</strong> in nessun caso <strong>assicurato</strong> e deve essere pagato. <strong>Il costo?</strong> Più di 300 euro per analizzare la situazione debitoria del soggetto e fino a 1.200 euro in cambiali come onorario per i professionisti che seguiranno la pratica. Il fatto che il risultato non sia assicurato (né può esserlo, visto che dipende dall&#8217;esito di una trattativa) ha portato alcune associazioni dei consumatori come <strong>Adusbef</strong> a scagliarsi contro queste agenzie, che sono state accusate di truffa.</p>
<p>Al momento, però, queste accuse sono cadute nel vuoto e non risultano aperte inchieste di nessun tipo da parte della magistratura.<br />
<strong>Il consumatore</strong> che volesse avvalersi di questo tipo di servizi lo deve fare in maniera consapevole, a suo rischio. In teoria potrebbe anche presentare direttamente alla finanziaria o alla banca la sua richiesta di accordo di stralcio e saldo, ma in questo caso è praticamente sicuro che la richiesta di accordo sarà respinta o, più probabilmente, nemmeno presa in considerazione.</p>
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		<title>Convenienza del social lending</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 18:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[prestare denaro con social lending]]></category>
		<category><![CDATA[redditi social lending]]></category>
		<category><![CDATA[tassi medi prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[tassi social lending]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del social lending rispetto alle società finanziarie che ergano prestiti. Quali sono i tassi medi applicati e le tasse da versare sulla dichiarazione dei redditi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Convenienza del social lending</h1>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Smartika piattaforma lending" src="/immagini/prestiti/smartika-lending.jpg" alt="" width="200" height="200" />Nelle scorse &#8220;puntate&#8221; della nostra inchiesta abbiamo esaminato i principi alla base del social lending e abbiamo anche racontato la storia della piattaforma più famosa, <strong>Zopa</strong> poi diventata <strong>Smartika</strong>.</p>
<p>Cerchiamo oggi di capire se è davvero conveniente, dal punto di vista economico ma anche da altri punti di vista, se è conveniente utilizzare il social lending.</p>
<h1>Simulazione di una richiesta prestito.</h1>
<p>Per capire se è davvero conveniente fare una richiesta di prestito ad una piattaforma di social lending andiamo sul sito di Smartika (<a title="Smartika social lending" href="http://www.smartika.it/Web/" target="_blank">http://www.smartika.it/Web/</a>) e leggiamo il tasso medio con cui vengono erogati i prestiti: 8,9%. Per fare un <strong>confronto</strong>, apriamo <a title="Iprestitipersonali.eu" href="http://www.iprestitipersonali.eu/migliori-finanziarie.php" target="_blank">http://www.iprestitipersonali.eu/migliori-finanziarie.php</a>, una pagina web dove vengono presentate le <strong>migliori offerte di finanziamento</strong> da parte delle finanziarie, e scopriamo subito che una delle finanziarie più note in Italia eroga prestiti con TAN 7,83% e TAEG 8,42 %.</p>
<p>Di fatto scopriamo così che, in media, richiedere prestiti ad una piattaforma di social lending può venire a costare lo 0,5% di interesse. Questo ci fa capire che, dal punto di vista economico, potrebbe non essere la soluzione giusta.</p>
<p>Tuttavia è opportuno osservare che le <strong>finanziarie</strong>, soprattutto negli ultimi tempi, sono diventate <strong>estremamente restrittive</strong> nel concedere nuovi prestiti e molto attente all&#8217;analisi del merito creditizio dei richiedenti. Questo vuol dire che ricevere un prestito da una finanziaria può essere più difficile e quindi il social lending potrebbe essere una possibilità, soprattutto per coloro che hanno un merito creditizio più basso.</p>
<h1>Dalla parte degli investitori.</h1>
<p>Anche se ci occupiamo di finanziamenti, proviamo per un attimo a metterci dalla parte degli investitori, cioè di coloro che prestano i soldi. A prima vista sembra che questi facciano un ottimo affare: il <strong>tasso medio</strong> con cui vengono renumerati è del 6,7% annuo. La piattaforma applica una ritenuta fiscale del 20% ma queste somme devono essere inserite nella dichiarazione dei redditi alla voce <strong>&#8220;Redditi da capitale&#8221;</strong> e tassati secondo la propria aliquota.</p>
<p>Per fare un <strong>esempio concreto</strong> e capire come funzionano le cose, supponiamo di prestare 10.000 euro e di ottenerne in cambio 670 euro di interessi. Supponiamo anche di avere un reddito medio e che quindi la nostra aliquota è del 27%. Sui 670 euro guadagnati bisogna pagare 180 euro circa di tasse, quindi il rendimento effettivo è di 490 euro.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Tasse dichiarazione redditi" src="/immagini/prestiti/tasse-redditi.jpg" alt="" width="235" height="136" />Le tasse da pagare salgono ancora se il reddito è più alto, ad esempio se si rientra nell&#8217;aliquota del 38% si deve pagare un&#8217;imposta di 254 euro e così via. Questo è frutto di una <strong>disparità normativa che deve essere sanata</strong>, visto che i normali investimenti finanziari non vengono tassati in questo modo ma con aliquota fissa del 20%.</p>
<p>Tuttavia ne dobbiamo tener conto quando calcoliamo i rendimenti. E&#8217; opportuno ricordare, comunque, che questi sono i rendimenti medi e che non si tratta di un investimento garantito. Questo significa che se la persona che ha ricevuto il denaro in prestito smette di pagare, non solo si perde il rendimento ma si perde anche la parte di capitale non ancora restituita.</p>
<p>Dal punto di vista economico mettere il proprio denaro nelle piattaforme di <strong>social lending</strong> non è, forse, un grande affare. Tuttavia potrebbe avere una <strong>valenza morale</strong>, visto che si presta denaro a persone che ne hanno effettivamente bisogno e che, magari, non riescono ad ottenere credito con i canali più normali.</p>
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<li><a title="Zopa social lending" href="http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/19/social-lending-il-caso-zopa/">Il caso Zopa</a></li>
<li><a title="Vantaggi - svantaggi social lending" href="http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/21/convenienza-del-social-lending/">La convenienza del social lending</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Social lending &#8211; il caso Zopa</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/19/social-lending-il-caso-zopa/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 12:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme social lending]]></category>
		<category><![CDATA[smartika social lending]]></category>
		<category><![CDATA[zopa cessazione attività]]></category>

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		<description><![CDATA[Analizziamo il caso Zopa, una delle più famose piattaforme di social lending, il cui sviluppo fu fermato per un ordine di immediata cessazione dell'attività da parte della Banca d'Italia, il 10 luglio del 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il caso Zopa</h1>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Zopa social lending" src="/immagini/prestiti/zopa.jpg" alt="" width="230" height="184" />La più famosa piattaforma di social lending italiana è <strong>Smartika</strong>, che nacque come <strong>Zopa</strong>, nel 2007.<br />
L&#8217;acronimo sta(va) per le parole inglesi <strong>Zone Of Possible Aggrement</strong>, quindi zona di possibile accordo, con riferimento alla modalità con cui i prestiti vengono concenssi. Il marchio aveva già avuto successo in altri paesi e un gruppo di giovani imprenditori, guidati dall&#8217;amministratore delegato Maurizio Sella, aveva fatto la scommessa di esportarlo anche in Italia. E&#8217; importante notare il cognome dell&#8217;Amministratore delegato, perché proviene da una delle più antiche dinastie di banchieri italiani, i Sella, che ancora posseggono una banca (Banca Sella, appunto) e che per molti anni hanno gestito anche l&#8217;ABI, l&#8217;associazione delle banche italiane.</p>
<p>La piattaforma di prestiti tra privati si presentava molto bene dal punto di vista grafico, il sito era ben fatto e particolarmente user friendly. Evidentemente erano stati fatti importanti investimenti significativi dal punto di vista tecnico e del marketing online, con simpatici contest che venivano organizzati sul blog dell&#8217;azienda.</p>
<p>Quando andò online ci fu un grande tripudio di recensioni positive e tutte le più grandi testate nazionali parlarono abbondantemente dell&#8217;argomento. Dopo tutto su internet le notizie si diffondono in modo virale ed è molto facile che un&#8217;iniziativa realmente innovativa diventi famosa. Da subito migliaia di italiani aprirono un account sulla piattaforma, almeno per curiosità, e altri iniziarono anche a richiedere e ottenere prestiti.</p>
<p>Tutto sembrava andare per il verso giusto, con il volume dei finanziamenti erogati che cresceva giorno dopo giorno, quando arrivò la doccia fredda. La <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>, supremo organo di vigilanza finanziaria in Italia, dispose l&#8217;immediata cessazione delle attività, il giorno 10 luglio 2009. In pratica Zopa venne cancellata dall&#8217;<strong>albo degli intermediari finanziari</strong> abilitati e quindi fu messa nelle condizioni di non poter più continuare la sua attività. Provvedimenti di questo tipo sono davvero molto rari da parte della Banca d&#8217;Italia e sono anche complicati dal punto di vista tecnico perché devono passare da un decreto del <strong>Ministero dell&#8217;Economia</strong>.</p>
<p>Ma cosa spinse l&#8217;Istituto di via Nazionale ad un passo così irrituale? Dal punto di vista tecnico Zopa aveva cominciato a fare attività bancaria, in quanto gestiva direttamente i soldi degli utenti. Una circostanza molto grave che la Banca Centrale non poteva senz&#8217;altro ingnorare visto che non era stata richiesta nessuna autorizzazione.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Smartika social lending" src="/immagini/prestiti/smartika.png" alt="" width="230" height="145" />I maligni videro in questo sollecito intervento anche una sorta di reazione da parte del mondo delle banche e delle finanziarie che volevano evitare la concorrenza delle piattaforme di social lending. A tale riguardo non abbiamo però alcuna prova concreta e quindi dobbiamo sospendere il nostro giudizio. Tuttavia dal punto di vista tecnico e giuridico l&#8217;intervento di Bankitalia fu senz&#8217;altro appropriato e inoltre ci sembra anche molto strano che l&#8217;<strong>ABI</strong> possa aver fatto pressione contro un&#8217;azienda che apparteneva, di fatto, alla famiglia del suo stesso presidente dell&#8217;epoca.</p>
<p>L&#8217;avvenimento, comunque, lasciò nello sconcerto più assoluto coloro che avevano già rischiato i propri soldi, partecipando all&#8217;erogazione dei prestiti. Queste persone dovettero affrontare anche delle difficoltà pratiche anche se, bisogna aggiungere, <strong>nessuno ha perso il proprio denaro</strong>.<br />
La piattaforma tornò online, finalmente, a <strong>Marzo 2012</strong> con il nuovo nome di <strong>Smartika</strong>. Questa volta erano state fatte le cose secondo le regole ed era stata richiesta, e ottenuta, una regolare autorizzazione ad operare come Istituto di Pagamento.</p>
<p>Questo significa che Smartika può, pur non essendo una banca, gestire le transazioni di denaro tra prestatori e richiedenti nel pieno rispetto delle normative italiane.<br />
Attualmente la piattaforma sta avendo un buon successo anche se la battuta d&#8217;arresto dovuta all&#8217;intervento della Banca d&#8217;Italia ha sicuramente rallentato notevolmente il ritmo di crescita di questa piattaforma e dell&#8217;intero settore.</p>
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<li><a title="Zopa social lending" href="http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/19/social-lending-il-caso-zopa/">Il caso Zopa</a></li>
<li><a title="Vantaggi - svantaggi social lending" href="http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/21/convenienza-del-social-lending/">La convenienza del social lending</a></li>
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		<title>Il social lending &#8211; introduzione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 17:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme social lending]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti privati]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti social lending]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggi social lending]]></category>

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		<description><![CDATA[Il social lending è una forma di concessione del prestito tra privati cittadini senza usufruire dell'intermediazione degli istituti di credito, ma vediamo meglio in cosa consiste e quali sono le caratteristiche principali di una piattaforma social lending.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 12px;"><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Social lending prestiti" src="/immagini/prestiti/social-lending.jpg" alt="" width="230" height="151" />Internet ha sconvolto il nostro modo di vedere il mondo e di fare affari, ha cambiato (o sta cercando di farlo) anche il modo in cui si richiedono prestiti. E da qualche anno, infatti, che sono nate in tutto il mondo le piattaforme di <strong>social lending</strong>, cioè piattaforme che consentono a privati cittadini di negoziare la concessione di prestiti senza passare da un intermediario vero e proprio ma mediante l&#8217;utilizzo di una piattaforma che da, semplicemente, il supporto tecnico.</p>
<p>Con questo articolo comincia una nostra <strong>inchiesta sul mondo del social lending</strong> che ci porterà a capire i meccanismi, ad analizzare uno dei casi più famosi, quello di Zopa adesso diventata Smartika ed infine a fare delle analisi per capire se davvero conviene chiedere prestiti con questo sistema o conviene, invece, richiedere finanziamenti ancora alle finanziarie tradizionali.</p>
<p style="margin-top: 12px;"><span style="color: #dc021c; font-size: 15px;"><strong>Gli attori</strong></span></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="prestatori social lending" src="/immagini/prestiti/prestiti-personali-privati.png" alt="" width="110" height="160" />Per prima cosa, cerchiamo di capire il <strong>funzionamento</strong> di una tipica piattaforma di <strong>social lending</strong>. Esistono due categorie di utenti, i prestatori e i richiedenti. I prestatori sono comuni cittadini che vogliono far fruttare il proprio denaro e quindi lo mettono a disposizione della piattaforma. I richiedenti sono invece persone che hanno bisogno di un prestito e che immettono nel sistema una richiesta. Di solito la richiesta è accompagnata anche da una spiegazione dell&#8217;uso che si intende fare del denaro.</p>
<p><strong>I prestatori</strong> hanno la possibilità di leggere le varie richieste di prestito e di prestare il denaro a coloro che ritengono più meritevoli, dal punto di vista creditizio, o anche solo più bisognosi. Ogni richiesta di finanziamento viene suddivisa in piccole tranche, in modo che il rischio del prestito non sia accollato ad un unico prestatore. Via via che chi ha ottenuto il prestito paga le rate, i soldi vengono restituiti a questi prestatori che avevano partecipato al finanziamento.</p>
<p>Ovviamente ogni prestatore può decidere liberamente di continuare a finanziare il sistema oppure di ritirarsi. Di solito dovrebbe aspettare che i vari prestiti erogati con il suo denaro si estinguano per tornare in possesso completamente del proprio capitale ma molte piattaforme consentono, con l&#8217;<strong>applicazione di una penale salata</strong>, di uscire prima dal sistema, rientrando in possesso della totalità del proprio capitale.</p>
<p><strong> I rendimenti</strong> che si possono ottenere sono molto interessanti, ma è opportuno verificare che questi rendimenti non vengono tassati come rendite finanziarie ma vanno inseriti nella voce &#8220;redditi da capitale&#8221; del modello UNICO e quindi vengono tassati con l&#8217;aliquota applicata al reddito del contribuente. In poche parole, significa che probabilmente almeno un terzo del rendimento dell&#8217;investimento finisce in tasse.</p>
<p style="margin-top: 12px;"><span style="color: #dc021c; font-size: 15px;"><strong>La piattaforma</strong></span></p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Social lending piattaforma" src="/immagini/prestiti/piattaforma-social-lending.jpg" alt="" width="142" height="170" />E&#8217; importante notare che il ruolo della <strong>piattaforma di social lending</strong> è puramente tecnico e tale deve rimanere: non è una banca, anche perché per diventare una banca bisogna richiedere una formale <strong>autorizzazione alla Banca d&#8217;Italia</strong> (se riferiamo il discorso all&#8217;Italia), autorizzazione che viene concessa dopo accurate verifiche contabili e patrimoniali.</p>
<p>Questo è un punto molto importante, che vi invito a tenere a mente per il proseguo della nostra inchiesta sul social lenging.Il fatto che non sia una banca significa che la piattaforma non può, in nessun caso, avere in custodia ne tantomeno in gestione i soldi dei prestatori. Si deve occupare solo della parte tecnica della gestione: quindi curare la piattaforma web, il marketing online, il processo di registrazione degli utenti e delle immissione delle richieste, la valutazione del merito creditizio dei richiedenti, il trasferimento delle somme di denaro concesse e l&#8217;incasso delle rate.</p>
<p>Tuttavia è opportuno dire che tutti questi movimenti di denaro devono essere effettuati appoggiandosi a <strong>conti fiduciari</strong> che devono essere <strong>gestiti da banche autorizzate</strong> a svolgere attività bancaria. Qualora si dovessero verificare dei ritardi nei pagamenti, è la piattaforma che si deve occupare di attivare la procedura di recupero crediti. Sarà interessante osservare come si muoverà la giurisprudenza, nei prossimi anni, a riguardo della legittimità di questa sostituzione delle piattaforme di social lending agli effettivi creditori nelle cause per il <strong>recupero crediti</strong>. Il timore che abbiamo è che avvocati senza scrupoli possano, in qualche modo, utilizzare questo elemento per riuscire a rallentare, complicare o rendere addirittura impossibile la doverosa azione di recupero crediti qualora le rate non vengano pagate regolarmente.</p>
<p style="margin-top: 12px;"><span style="color: #dc021c; font-size: 15px;"><strong>Il successo</strong></span></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Vantaggi social lending" src="/immagini/prestiti/successo-social-lending.png" alt="" width="128" height="160" />Il successo di questo tipo di piattaforme discende, soprattutto, dalla parola social. Questa parola trasmette sicuramente emozioni positive, facendo intendere che il <strong>prestito avviene in maniera etica</strong>. E in effetti è vero: ciascun prestatore può decidere, in totale autonomia, a chi e in che misura concedere il proprio prestito, anche considerando la situazione personale del richiedente.</p>
<p>I richiedenti, a loro volta, pensano di risparmiare e, magari, anche di non arricchire le solite banche e finanziarie con il pagamento degli interessi.</p>
<p style="margin-top:-15px;">&nbsp;</p>
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<li><a title="Zopa social lending" href="http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/19/social-lending-il-caso-zopa/">Il caso Zopa</a></li>
<li><a title="Vantaggi - svantaggi social lending" href="http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/21/convenienza-del-social-lending/">La convenienza del social lending</a></li>
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		<title>Quando il finanziamento nasconde una truffa</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2012/11/07/truffe-prestiti-senza-busta-paga/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 17:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento senza busta paga]]></category>
		<category><![CDATA[prestare denaro privati]]></category>
		<category><![CDATA[prestito senza busta paga]]></category>
		<category><![CDATA[truffe prestiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Analizziamo nel dettaglio uno dei più clamorosi sistema di truffa per chi sottoscrive prestiti senza busta paga pagando in anticipo delle aleatorie spese di istruttoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Truffe prestiti senza busta paga" src="/immagini/prestiti-finanziari/truffe-prestiti.jpg" alt="" width="230" height="160" />Oggi vogliamo parlare di un fenomeno davvero esecrabile perché colpisce persone che si trovano già in difficoltà economica: in alcuni casi il <strong>finanziamento nasconde una truffa</strong>, organizzata con un meccanismo molto subdolo. Vediamone i meccanismi e, soprattutto, i mezzi per difendersi. Ci sono categorie di persone che, purtroppo, non dispongono di un reddito stabile e dimostrabile, persone ad esempio che lavorano in nero o comunque con lavori saltuari.</p>
<p>Nell&#8217;attuale situazione dell&#8217;economia italiana, purtroppo, i posti di lavoro regolari diminuiscono, mentre aumentano le zone grigie o nere. Quando queste persone hanno bisogno di un <strong>prestito</strong>, di solito si vedono chiudere le porte dalla grande maggioranza delle finanziarie: nessuno vuole prestare denaro <strong>a uomini e donne che non possono garantire</strong>, tramite <strong>un reddito</strong> certo e dimostrabile, di poter restituire quanto ottenuto.</p>
<p>Tuttavia ci sono finanziarie che offrono prestiti senza busta paga: sono prestiti ad alto rischio e quindi vengono applicati dei tassi di interesse più alti. Notiamo subito che proprio i più poveri, coloro che hanno meno soldi e meno garanzie da offrire devono pagare di più per ricevere dei prestiti. E spesso questi finanziamenti non servono a comprare una sgargiante auto di alta gamma o a farsi la vacanza sul Mar Rosso, servono semplicemente ad andare avanti, a pagare cure mediche urgenti o gli studi dei figli.</p>
<p>Sebbene ci siano finanziarie serie che erogano <strong>prestiti senza busta paga</strong>, ce ne sono altre che hanno escogitato un meccanismo davvero spregevole per spillare soldi a queste persone. Il meccanismo è semplice: viene aperta una sede in pompa magna, si iniziano a distribuire grandi quantità di volantini e si fa pubblicità sulle tv locale, spiegando che si offrono prestiti a tutte le categorie, anche a chi non ha una busta paga, ai precari e magari anche ai protestati.</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 7px; border: 1px solid black;" title="Prestiti personali senza busta paga" src="/immagini/prestiti-finanziari/prestiti-personali.jpg" alt="" width="230" height="172" />Una grande massa di disperati, a cui nessuno fa credito, si rivolge quindi a questa finanziaria. E qui arriva la sorpresa: per aprire la pratica bisogna <strong>anticipare</strong> subito una certa somma, ad esempio 250 euro. Viene spiegato che sono per le <strong>spese di istruttoria</strong>, cioè per le indagini che devono essere fatte svolte necessariamente per l&#8217;erogazione del prestito. Il malcapitato richiedente viene comunque rassicurato che si tratta di una pura formalità. Ma il meccanismo della truffa è già scattato. Il prestito non sarà mai concesso.<br />
Se il truffato si reca a chiedere informazione, gli viene detto di pazientare alcuni giorni. Quando, infine, sono state raccolte sufficienti richieste, con le correlate spese di istruzione della pratica, la finanziaria chiude e i poveri richiedenti si ritrovano nella tremenda situazione di avere ancora bisogno del prestito e aver perso, magari, 250 euro.</p>
<p>In alcuni casi ci sono stati interventi della magistratura che sono finiti con condanne per truffe, in altri i titolari delle finanziarie si sono giustificati dicendo di non aver concesso il prestito proprio perché l&#8217;analisi del merito creditizio del richiedente ha dato esito negativo. La <strong>migliore difesa</strong> verso questo tipo di truffe <strong>è diffidare</strong> in modo categorico da chiunque chiede di anticipare le spese di istruttoria del prestito: mai anticipare denaro. E, detto per inciso, le migliori finanziarie non fanno nemmeno pagare le spese si istruttoria&#8230;</p>
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