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	<title>PrestitiFinanziari.net &#187; Varie</title>
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	<description>Guida sui prestiti finanziari, mutui, tassi di interesse, calcolo delle rate.</description>
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		<title>Nel 2014 nascerà una nuova imposta, la IMU</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 16:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[imposta comuni]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2014 verrà reintrodotto l'ICI, e questa verrà accorpata da un altra tassa, e insieme prenderanno il nome di IMU, ovvero l'imposta unica sugli immobili che, ovviamente, graverà più sui poveri che sui ricchi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/04/04/nuova-imposta-imu/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Nuova tassa IMU per i comuni" src="/immagini/varie/nuova-imposta-imu.jpg" alt="Nuova imposta comunale IMU a partire dal 2014" align="left" />L’<strong>IMU</strong> è l’imposta unica sugli immobili che dal 2014 sarà destinata a sostituire, assorbendole, l’ICI e l’imposta comunale sui redditi fondiari.</p>
<p>In questi giorni, infatti, è in corso l’approvazione del decreto che attuerà tale cambiamento.</p>
<p>L’Ufficio Studi del CGIA ha svolto un’indagine su tale nuova imposta attuando una <strong>simulazione</strong> delle sue future conseguenze economiche, sia per le casse dei comuni che la percepiranno che per le tasche dei cittadini che dovranno versarla. I risultati sono stati abbastanza univoci e quasi del tutto inequivocabili: <strong>la nuova imposta porterà ad un aumento delle tasse pari ad almeno mezzo miliardo di euro l’anno</strong>.</p>
<p>Tale imposta era inizialmente legata ad una bozza di legge proposta dal ministro Calderoli che prevedeva un’aliquota IMU allo 0,76% e lo sblocco delle addizionali IRPEF dal 2011. Tale proposta è stata però bocciata dalla bicamerale e pertanto il Governo ha provveduto, nella stessa giornata, tramite un Consiglio dei Ministri straordinario, ad approvare un decreto legislativo che seguisse i dettami della bozza Calderoli. Tale decreto, per essere attuato avrebbe avuto bisogno della firma del Presidente della Repubblica il quale però non ha accettato, ritenendo il decreto non avesse ragione di essere emanato e che fosse invece necessario il consenso delle Camere.</p>
<p>In teoria tale nuova imposta, quando applicata, darà la possibilità ai comuni di ridurre del 50% l’aliquota sugli immobili strumentali. Ma lo studio svolto dall’Ufficio Studi del CGIA ha messo in luce il fatto che, considerate le condizioni economiche in cui molti comuni vertono, sarà molto difficile che tale riduzione venga applicata. Quindi tale studio ha calcolato che la maggior parte dei comuni applicherà l’aliquota massima del <strong>7,6 per mille</strong> che è di 1,2 punti superiore all’aliquota precedentemente applicabile per l’ICI. Applicando questa aliquota alla maggior parte degli immobili strumentali presenti sul territorio nazionale, si è calcolato che <strong>i comuni avranno introiti pari a 738 milioni di euro l’anno</strong>. Tali aumenti ricadranno sui proprietari di immobili destinati a negozi, uffici o studi privati, immobili ad uso produttivo. Questo vuol dire che, considerato il fatto che tali immobili non sempre sono di proprietà delle aziende o dei professionisti che li occupano, tale aggravio fiscale finirà per ricadere sui privati cittadini proprietari che li concedono in affitto.</p>
<p>Alla fine di questo studio condotto in via preventiva, il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha concluso che <strong>questo esperimento del federalismo non sarà conveniente</strong> per la maggior parte degli imprenditori i quali, indipendentemente dalla regione di appartenenza, a partire dal 2014 subiranno indistintamente degli aggravi fiscali.</p>
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		<title>INPDAP: le diverse tipologie di pensioni erogate da questo istituto (2 di 2)</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2010/12/29/pensioni-inpdap-2di2/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 00:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensionamento inpdap]]></category>
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		<category><![CDATA[pensioni invalidità]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni reversibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfondimento sulle novità delle pensioni che l'Inpdap eroga a tutti gli italiani che ne hanno bisogno e soprattutto diritto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2010/12/29/pensioni-inpdap-2di2/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Pensioni Inpdap" src="/immagini/varie/inpdap.jpg" alt="Pensioni Inpdap" align="left" />In ogni caso, <b>la riforma pensionistica di quest’anno</b> (art. 12 del decreto legge 78 convertito nella legge 122/2010) <b>ritarda</b> l’accesso alla pensione di un anno rispetto al raggiungimento di tutti i requisiti richiesti. Inoltre per le donne l’età pensionabile verrà innalzata a 65 anni dal 2012.<br />
La <b>pensione di anzianità</b> invece spetta a tutti coloro che abbiano raggiunto il limite minimo di anzianità contributiva previsto. Quindi la pensione di anzianità spetta a coloro che cessano il servizio prima del raggiungimento dell’età anagrafica per un qualunque motivo che non sia l’inabilità al lavoro.</p>
<p>In seguito alla legge 247 del 2007, a partire dal primo gennaio 2008, i requisiti d’età necessari per accedere a questo tipo di pensione sono 35 anni di anzianità di servizio e 58 anni d’età (fino al giugno 2009); da luglio 2009 <b>la somma</b> degli anni di contribuzione (che rimangono minimo 35) e dell’età anagrafica deve raggiungere la cifra stabilita per l’anno in questione (per il 2010 tale cifra è 95 da aumentare di uno per ogni anno successivo, fino al 2014).</p>
<p>Un altro tipo di pensione erogata dall’INPDAP è quella di <b>inabilità</b>.<br />
Questo trattamento pensionistico è stato istituito a partire dal 1996 e ne sono beneficiari coloro che abbiano cessato il servizio per inabilità totale ma del tutto indipendente da cause di servizio. Il calcolo dell’importo da corrispondere si basa sull’anzianità del servizio svolto aumentata di un periodo che abbraccia l’età nel momento di cessazione del servizio e il compimento del limite di età previsto dal sistema retributivo, o al compimento del sessantesimo anno di età per il sistema contributivo.</p>
<p>Altra tipologia di retribuzione pensionistica dell’INPDAP è la <b>pensione di privilegio</b> alla quale hanno diritto tutti i dipendenti pubblici iscritti all’ente che abbiano conseguito un’inabilità al lavoro dovuta a cause di servizio. Questo tipo di pensione viene concessa indipendentemente dall’anzianità di servizio accumulata.</p>
<p>Le <b>pensioni ai superstiti</b> poi sono quelle pensioni che spettano ai familiari del pensionato defunto e si distinguono in diverse categorie:</p>
<ul>
<li><b>la reversibilità ordinaria</b>, che spetta al coniuge di un pensionato che godeva di una pensione diretta di anzianità, vecchiaia, inabilità o privilegio;</li>
<li><b>la pensione indiretta ordinaria</b>, che spetta ai superstiti del lavoratore se questi, al momento del decesso, aveva maturato un’anzianità contributiva pari a 15 anni, oppure 5 anni di cui almeno tre nell’ultimo quinquennio;</li>
<li>la pensione di inabilità diretta</b>, che spetta al superstite del lavoratore deceduto e il cui riconoscimento di inabilità sia successivo al decesso ma con richiesta presentata prima dell’evento.</li>
</ul>
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		<title>INPDAP: le diverse tipologie di pensioni erogate da questo istituto (1 di 2)</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2010/12/20/pensioni-inpdap-1di2/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 16:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcolo pensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[pensioni invalidità]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfondimento sulle pensioni erogate dall'Inpdap in base alla fascia a cui si appartiene, al tipo di contribuzione, di età, ed altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2010/12/20/pensioni-inpdap-1di2/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Pensioni Inpdap" src="/immagini/varie/inpdap.jpg" alt="Pensioni Inpdap" align="left" />L’Inpdap è l’ente che si occupa dell’<b>erogazione delle pensioni</b> dei lavoratori di tutti i settori pubblici.<br />
Questo ente elargisce sia le pensioni di anzianità, vecchiaia o inabilità (le cosiddette prestazioni dirette), sia le pensioni di reversibilità al coniuge superstite del lavoratore pubblico (prestazioni indirette).</p>
<p></p>
<p>La cosiddetta <b>riforma Dini</b> del 1995 (legge n. 335) ha decisamente rivoluzionato il sistema pensionistico italiano, soprattutto per quel che riguarda il settore pubblico, introducendo il sistema di <b>calcolo pensionistico su base contributiva</b>, andando così gradualmente a sostituire la base retributiva. Questa riforma riguarda i diversi lavoratori coinvolgendoli in base agli anni di servizio prestati. Ma vediamone meglio nel dettaglio il modo.</p>
<p>Nel sistema di calcolo pensionistico contributivo è prevista la sola pensione di vecchiaia e riguarda gli assunti dal gennaio 1996. Invece quei lavoratori che al 31 dicembre 1995 non avessero ancora maturato 18 anni di contribuzione avranno una retribuzione pensionistica calcolata con metodo misto: la parte di pensione relativa al lavoro svolto prima dell’inizio del 1996 verrà calcolata su base retributiva mentre la parte di pensione maturata dopo quella data verrà calcolata su base contributiva. Per questa categoria è contemplata la doppia possibilità di pensione (anzianità e vecchiaia).</p>
<p>La <b>legge Maroni n. 243 del 2004</b> ha introdotto una novità riguardo le <b>lavoratrici</b>, le quali potranno ottenere una pensione di anzianità dal gennaio 2008 se avranno raggiunto 35 anni di contributi e 57 di età, purché scelgano di farsi calcolare la pensione interamente con calcolo contributivo. Infine, i lavoratori che al 31 dicembre 1995 abbiano maturato 18 anni di contributi saranno soggetti al calcolo della propria pensione esclusivamente sul vecchio sistema retributivo ed avranno diritto alla pensione di anzianità e vecchiaia.</p>
<p>Cerchiamo ora di fare un elenco delle tipologie di pensione erogate dall’INPDAP.<br />
La <b>pensione di vecchiaia</b> consiste in un’erogazione mensile vitalizia che spetta di diritto a quei lavoratori iscritti all’ente che abbiano raggiunto l’età pensionabile congiuntamente ad una certa anzianità di versamenti contributivi. Più precisamente, a questo tipo di pensione, quando venga calcolata con il sistema retributivo o quello misto, possono accedere gli uomini che abbiano compiuto 65 anni e le donne che ne abbiano compiti 61 con un’anzianità di servizio di 20 anni; questa regola resta valida fino al 31 dicembre 2011.</p>
<p>Per le <b>pensioni calcolate con il sistema contributivo</b> invece l’accesso a questo tipo di pensione è garantito a:</p>
<ul>
<li>agli uomini con 65 anni d’età e 5 anni di contributi;</li>
<li>donne di 61 anni e 5 anni di contributi;</li>
<li>coloro che abbiano una contribuzione di 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica;</li>
<li>coloro che abbiano maturato una contribuzione di 35 anni e abbiano l’età prevista per la pensione di anzianità.</li>
</ul>
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		<title>Pensioni e previdenza: le casse sono sotto il controllo delle autority</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2010/06/04/controllo-casse-previdenziali/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 16:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<category><![CDATA[controlli pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza casse contributi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono molte le casse di raccolta di denaro ai fini pensionistici che in Italia sono sotto controllo. Questo perché l'enorme mole di denaro raccolta da tali enti viene investita in diversi pacchetti azionari che non sempre sono del tutto chiari o di indubbia provenienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2010/06/04/controllo-casse-previdenziali/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Controllo da parte dell'Europa di tutte le casse pensioni italiane" src="/immagini/varie/controllo-casse-previdenza.jpg" alt="Prestiti Personali" align="left" />La crisi finanziaria del 2008 ha messo le <b>casse di previdenza sotto pressione</b>, situazione che è andata anche peggiorando dopo che sono stati scoperti alcuni bond strutturati della Lehman Brothers. Quindi la commissione parlamentare che si occupa degli enti pensionistici chiede ora <b>maggiore chiarezza</b> e trasparenza sui conti, la pubblicazione su internet dei bilanci.</p>
<p>Per realizzare tutto questo la commissione ha organizzato incontri con tutti i presidenti degli istituti di previdenza.<br />
Sebbene questi istituti siano stati privatizzati da tempo, sono ancora sotto il controllo di un organismo pubblico formato da 18 elementi (deputati e senatori) oltre che ad un controllo diretto della corte dei conti. Il presidente di questa commissione di controllo bicamerale, Giorgio Jannone del Pdl, ha sottolineato il successo del lavoro svolto per quel che riguarda il <b>risanamento dei conti di questi enti previdenziali</b>, e inoltre ha ribadito la necessità di essere prudenti se si pensa ad un investimento in obbligazioni strutturate e in derivati proprio per non incorrere ancora in gravi errori come quelli legati agli investimenti nei bond Anthracite. La commissione bicamerale settimanalmente organizza degli incontri in cui espone le proprie ragioni e spiegazioni a gruppi di professionisti quali farmacisti, consulenti del lavoro o veterinari e questa non è la sola via seguita dalla commissione per cercare di chiarire il più possibile la situazione agli interessati.</p>
<p>Maggiore trasparenza potrà emergere sicuramente dalla <b>pubblicazione dei bilanci e dalla pubblicazione online dei dati contabili di questi enti previdenziali</b>, questione sulla quale la commissione sta insistendo molto.<br />
In più si sta lavorando su una mozione voluta da entrambi gli schieramenti politici del nostro paese per uniformare i criteri di contabilità delle diverse casse spingendole a pubblicare sui loro siti internet tutto il materiale relativo al 2008, comprese le relazioni rilasciate dagli organi di vigilanza. Chi non ha ancora fatto questa operazione dovrà darne conto. Tra questi ci sono senz’altro l’Empam e la Cassa Notariato, che sono due tra i più grossi enti che non hanno ancora soddisfatto queste richieste di trasparenza.</p>
<p>Comunque anche casse più piccole non hanno ancora provveduto alla pubblicazione online di bilanci e relazioni di controllo o, nella migliore delle ipotesi, hanno provveduto solo in parte. Tra questi emergono la cassa biologi (Enpab), quella spedizionieri (Fasc) e quella agricoltori (Enpaia). Inoltre, un&#8217;altra strada seguita dalla commissione è, come abbiamo detto, quella della mozione bipartisan attraverso la quale si intende chiedere al governo l’applicazione di regole che rendano i criteri di contabilizzazione il più possibile omogenei e comuni a tutte le casse per tutelare il risparmio previdenziale proprio per evitare nuovi episodi simili a quello di Anthracite di un anno e mezzo fa circa.</p>
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		<title>Scudo fiscale 2009-2010</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 17:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[regole scudo fiscale 2009]]></category>
		<category><![CDATA[sanatoria scudo fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[scudo fiscale 2009]]></category>
		<category><![CDATA[società scudo fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[tasse scudo fiscale]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le novità che riguardano lo scudo fiscale 2009-2010 e che permette di sanare e regolarizzare la situazione delle aziende italiane con sede all'estero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2009/08/05/scudo-fiscale-2009-2010/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.prestitifinanziari.net%2F2009%2F08%2F05%2Fscudo-fiscale-2009-2010%2F&amp;style=normal&amp;service=bit.ly&amp;service_api=R_c7b190a8504bce11e7ad73f912c44823&amp;hashtags=regole+scudo+fiscale+2009,sanatoria+scudo+fiscale,scudo+fiscale+2009,societ%C3%A0+scudo+fiscale,tasse+scudo+fiscale&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Un elemento aggiuntivo del decreto anticrisi sarà quello di <b>regolarizzare quelle attività finanziarie che vengono svolte all’estero</b> che, così facendo, violano le vigenti norme tributarie e di controllo valutario.<br />
Il relativo emendamento presentato alla camera, prevede la possibilità di sanare tali situazioni attraverso il pagamento di un’imposta straordinaria pari al 5% del patrimonio posseduto all’estero. Una tale disposizione, nella definizione e nelle proprie fattezze operative, rimanda a delle norme già applicate in passato e richiama in auge il cosiddetto “scudo fiscale”.</p>
<p>Analizziamo di seguito i principali aspetti del sistema, nonché i soggetti, le attività interessate, i costi e i vantaggi che lo scudo offre.</p>
<ol>
<li><a title="Chi può utilizzare lo scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/a-chi-e-rivolto-lo-scudo-fiscale-2009-2010/" >A chi è rivolto</a></li>
<li><a title="Quando compilare lo scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/i-vantaggi-e-la-tempistica-dello-scudo-fiscale-2009-2010/" >I vantaggi e la tempistica</a></li>
<li><a title="Regole dello scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/regole-e-procedure-per-usufruire-del-dello-scudo-fiscale-2009-2010/" >Regole e procedure</a></li>
<li><a title="Gli effetti dello scudo fiscale 2009-2010" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/effetti-e-conseguenze-dello-scudo-fiscale-2009-2010/" >Effetti e conseguenze</a></li>
<li><a title="Scudo fiscale 2009-2010 e modello Unico" href="http://www.prestitifinanziari.net/scudo-fiscale-2009-2010/impatto-dello-scudo-fiscale-sul-modello-unico/" >L’impatto sul modello UNICO</a></li>
</ol>
<p><a title="Sito ufficiale de Il Sole 24 Ore" href="http://www.ilsole24ore.com/" target="_new">Fonte: Sole 24 Ore del 20/lug/2009</a></p>
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