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	<title>PrestitiFinanziari.net &#187; Prestiti imprese</title>
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	<description>Guida sui prestiti finanziari, mutui, tassi di interesse, calcolo delle rate.</description>
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		<title>Agevolazioni e finanziamenti all&#8217;imprenditoria femminile</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 18:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti imprese]]></category>
		<category><![CDATA[presti aziende rosa]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti attività donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Governo italiano ha messo a disposizione dei finanziamenti per l'imprenditoria femminile. Ecco tutti i dettagli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2010/12/20/agevolazioni-finanziamenti-imprenditoria-femminile/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Prestiti, finanziamenti e agevolazioni per le donne che vogliono aprire un'impresa" src="/immagini/prestiti-imprese/finanziamenti-imprenditoria-femminile.jpg" alt="Prestiti imprese al femminile" align="left" />Nel nostro paese, dal 1992 la legge n. 215 “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” garantisce agevolazioni e sostentamenti per le imprese “al femminile”, sia che si affaccino sul mercato del lavoro come nuove realtà, sia che esistano già sul mercato e necessitino di ristrutturazioni e rinnovamenti.</p>
<p>Per poter beneficiare di tali agevolazioni <b>le imprese devono avere i seguenti requisiti</b>: se si tratta di aziende individuali il titolare deve essere donna, se si tratta di società di persone, il 60% dei soci deve essere composto da donne, se si tratta di società di capitali almeno i due terzi sia delle quote di capitale che del consiglio di amministrazione devono essere “rosa”. Queste agevolazioni sono in ogni caso indirizzate alle <b>piccole imprese</b>, cioè quelle con meno di 50 dipendenti e fatturato che non deve superare i 7 milioni di euro l’anno.</p>
<p>I finanziamenti ottenibili sono così distribuiti: una parte della somma verrà elargita senza obbligo di restituzione o, come si usa dire, a fondo perduto, mentre la restante parte dovrà essere restituita in dieci anni ma con l’ottimo tasso dello 0,5%.</p>
<p>I finanziamenti per l’imprenditoria femminile possono essere <b>richiesti per i diversi settori economici</b> quali artigianato, agricoltura, industria, commercio, turismo e servizi del settore terziario e sono ottenibili sia per avviare nuove realtà lavorative che per acquisire o ammodernare attività già presenti sul mercato.</p>
<p>Il finanziamento ottenuto grazie alla legge 215 può essere impiegato per precise voci di spesa e non per altre, che devono essere specificate nel business plan che deve essere presentato congiuntamente alla richiesta del finanziamento stesso. Le spese coperte includono: acquisto di attrezzature e macchinari, impianti, ristrutturazioni edili e relativi oneri (spese tecniche e direzione lavori), studi di fattibilità. Al contrario, non sono ammesse spese per l’acquisto di utensili, materie prime, terreni e fabbricati, oggetti e attrezzature di seconda mano (ad eccezione di quelle attività che ne rilevano una preesistente) o beni di uso promiscuo come possono essere automobili o computer portatili.</p>
<p>L’entità del finanziamento ottenibile dipende, oltre che dalla validità del progetto presentato, anche dalle singole regioni in cui si intende realizzare il programma in quanto sono proprio le regioni gli enti preposti all’accoglimento e valutazione dei progetti presentati. Esistono poi dei <b>criteri di priorità</b> in base ai quali si decide quale impresa finanziare e si stila una graduatoria; in linea di massima vengono favoriti <b>investimenti volti al miglioramento di un’impresa</b> già esistente rispetto all’instaurazione di un’impresa del tutto nuova e vengono tenute in grossa considerazione le certificazioni ambientali fornite. Le <b>graduatorie</b> poi vengono stilate in base ai settori generali di intervento: agricoltura, industria, commercio, turismo e servizi.</p>
<p>La legge 215 si basa su un funzionamento <b>“a bando”</b>. Quindi nel momento in cui una <b>regione</b> ha a disposizione i capitali necessari, apre questo bando e inizia a raccogliere le domande entro un determinato termine di tempo. Dopo novanta giorni dall’accoglimento di tali domande si stilano le graduatorie di priorità che poi il Ministero delle Attività Produttive avrà cura di pubblicare in gazzetta ufficiale. Le imprese che avranno <b>esito positivo</b> alla loro richiesta otterranno una prima quota del finanziamento richiesti che di solito si aggira intorno al 30% del contributo totale richiesto; il saldo del finanziamento verrà erogato al termine dei lavori oggetto di investimento.<br />
In ogni caso <b>l’intera somma viene elargita entro massimo 24 mesi</b> dall’accoglimento della richiesta.</p>
<p>Le richiedenti di tali finanziamenti devono aver cura di <b>compilare e consegnare i moduli originali</b> messi a disposizione dal Ministero in cui indicare chiaramente la propria proposta e i dati economico-finanziari ad essa legati; inoltre <b>bisogna presentare una visura camerale</b> dalla quale risulti la propria iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, unitamente ad un certificato antimafia; altro documento richiesto è il certificato di destinazione d’uso dell’immobile che si intende usare come sede della propria impresa e se tali immobili sono presi in affitto si deve presentare un contratto regolarmente registrato.</p>
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		<title>Seguire il modello Sarkozy per dare credito alle aziende</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 09:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti imprese]]></category>
		<category><![CDATA[azioni del governo per la crisi]]></category>
		<category><![CDATA[modello sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti crisi]]></category>
		<category><![CDATA[sgravi fiscali crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti bond crisi]]></category>
		<category><![CDATA[uscire dalla crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello Sarkozy per combattere la crisi in Francia potrebbe essere utilizzato anche in Italia emettendo delle particolari obbligazioni, oltre a diversi sgravi per chi avvia nuove assunzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2009/10/22/seguire-il-modello-sarkozy-per-dare-credito-alle-aziende/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" src="/immagini/prestiti-imprese/modello-sarkozy.jpg" title="Il modello Sarkozy potrebbe essere applicato anche in Italia" align="left">Per venire in aiuto delle piccole e medie imprese in difficoltà, lo Stato potrebbe sottoscrivere delle <b>speciali obbligazioni convertibili</b>, emissioni quasi equity a condizioni convenienti per le Pmi.<br /> Un’altra modalità sarebbe quella di utilizzare le risorse che erano state destinate ai <b>Tremonti bond bancari</b>, ma rimaste inutilizzate, per concedere sgravi fiscali, incentivare le assunzioni, concedere finanziamenti agevolati alle aziende con difficoltà creditizia: il <b>modello Sarkozy</b>.</p>
<p>Queste sono alcune delle ipotesi al vaglio di Confindustria, da quando Unicredit e San Paolo hanno convenuto la ricapitalizzazione senza usufruire dell’intervento statale: il Ministero dell’Economia dispone quindi di 6 miliardi di euro da poter destinare ad altri settori.</p>
<p>Ricordando ancora una volta il piano di sostegno di Sarkozy, gli interventi a favore delle Pmi sono molteplici. Le <b>piccole e medie imprese italiane</b>, come le francesi, e le <b>banche europee</b> collassate dalla recessione e dai titoli tossici, <b>hanno bisogno di ricapitalizzarsi</b>. Per le Pmi, ciò vuol dire migliori condizioni di finanziamento presso gli istituti  bancari. A tal proposito, il governo Sarkozy ha messo a disposizione nuovi fondi per favorire gli aumenti di capitale, oppure obbligazioni convertibili emesse dalle imprese a corto di capitale.<br /> Inoltre le Pmi francesi godranno di sgravi fiscali nelle assunzioni o negli investimenti fissi, e lo Stato potrà direttamente concedere finanziamenti agevolati.</p>
<p>In Italia, la conversione dei Tremonti bond emessi dalle banche in bond per le Pmi, avrebbe bisogno di un intermediario. Attualmente la Cdp non può farlo perché non possiede gli strumenti per il microcredito e il risparmio postale potrebbe spingersi fino al rischio-banca o al rischio-progetto.</p>
<p>Finora, il Ministro Tremonti ha aiutato le Pmi attraverso tre grandi interventi, mediati dalle banche:</p>
<ul>
<li>8 miliardi di liquidità del risparmio postale messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti indirettamente per le Pmi;</li>
<li>miliardi di euro di garanzie Scace su prestiti concessi dalle banche alle Pmi che hanno crediti con le pubbliche amministrazioni;</li>
<li>creazione di una linea speciale Cdp-banche.</li>
</ul>
<p>Obiettivo futuro? Tremonti bond senza l’intermediazione bancaria.</p>
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		<title>Linee di credito</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2009/01/13/linee-di-credito/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 21:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti imprese]]></category>
		<category><![CDATA[linee di credito alle banche]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti a imprese]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti a privati]]></category>

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		<description><![CDATA[{lang: 'it'} La cresta d’onda caratterizzata dall’ostentata sicurezza per quanto concerne l’operazione di salvataggio degli istituti bancari pare ormai in fase di assopimento. Il calo di importanti indici come Nasdaq e S&#38;P 500 dimostra che il periodo nero per l’intero sistema economico internazionale sta appena avendo inizio. L’apparente momento di respiro avuto dalle banche non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2009/01/13/linee-di-credito/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/img/prestiti-imprese/crisi-finanziaria.jpg" alt="Linee di credito per aziende" /></td>
<td>La cresta d’onda caratterizzata dall’ostentata sicurezza per quanto concerne l’operazione di salvataggio degli istituti bancari pare ormai in fase di assopimento.<br />
Il calo di importanti indici come Nasdaq e S&amp;P 500 dimostra che il <strong>periodo nero</strong> per l’intero sistema economico internazionale sta appena avendo inizio.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L’apparente momento di respiro avuto dalle banche non può certo risollevare da solo l’economia, poiché il mercato generale ha bisogno di assolute garanzie anche per la tutela delle aziende e delle imprese.<br />
<strong>Gli esperti in materia avevano già pronosticato</strong> nel 2008 il clima di recessione che sta incominciando ad affliggere il 2009, la situazione inerente alle grandi industrie non crea certo tranquillità come dimostrano i continui e frequenti cali dei relativi titoli. In linea generale il livello degli spread resta comunque alto, così come le spese riguardanti eventuali finanziamenti per le imprese.</p>
<p>Nello stato attuale le aziende versano lo 0,24% al di sopra dell’Euribor per aver innescato i patrimoni rappresentati dalle linee di credito negoziate nel 2007. In realtà se tale contrattazione dovesse avvenire di questi tempi lo scenario sarebbe totalmente diverso: 225 punti base sopra l’Euribor.<br />
Le previsioni, in virtù della paventata recessione in arrivo nel 2009,  parlano di una crescita rilevante del costo del credito per l’intera economia mondiale, in maniera inversamente proporzionale alla qualità del credito che invece tenderà a diminuire sensibilmente.</p>
<p>Sarà <strong>compito arduo</strong> per tutti i Governi trovare una soluzione d’aiuto per il sostentamento delle varie industrie durante il precorso di riassestamento degli istituti finanziari.<br />
Il governo americano sta muovendo i primi piccoli passi in tal senso cercando di rendere meno intransigenti alcune normative fiscali che le varie imprese devono rispettare. Aiuti più cospicui negli U.S.A sono già stati previsti a partire dalle elezioni che hanno visto vincere Obama.<br />
Nella zona euro le prime manovre di salvataggio dovrebbero partire con la revisione del famoso regolamento di Basilea.</p>
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		<title>Prestiti imprese: prestito d&#8217;onore</title>
		<link>http://www.prestitifinanziari.net/2008/01/29/prestiti-imprese-prestito-donore/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 16:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti imprese]]></category>

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		<description><![CDATA[{lang: 'it'} Il prestito d’onore è un finanziamento statale al quale possono aderire coloro i quali desiderano aprire una nuova attività lavorativa. Più precisamente, il Dlgs. (Decreto legislativo) è il n. 185 del 21/04/1985 (modificato nell’anno 2000) e si rivolge a quanti vogliono avviare un lavoro autonomo, una ditta in franchising oppure una microimpresa. 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2008/01/29/prestiti-imprese-prestito-donore/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<table>
<tr>
<td><img src="/img/prestiti-imprese/prestiti-imprese.jpg" /></td>
<td>Il prestito d’onore è un finanziamento statale al quale possono aderire coloro i quali desiderano aprire una nuova attività lavorativa. Più precisamente, il Dlgs. (Decreto legislativo) è il n. 185 del 21/04/1985 (modificato nell’anno 2000) e si rivolge a quanti vogliono avviare un lavoro autonomo, una ditta in franchising oppure una microimpresa.</td>
</tr>
</table>
<p><strong>1 &#8211; Lavoro autonomo</strong><br />
I <strong>requisiti</strong> richiesti per avviare una attività di lavoro autonomo (attività intestata ad una sola persona) sono:</p>
<ul>
<li>essere già maggiorenni il giorno in cui si presenta la domanda di prestito;</li>
<li>risultare non occupato da almeno 6 mesi;</li>
<li>essere residenti nelle aree ammesse al finanziamento: Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania o nelle aree obiettivo II e aree in deroga: Molise, Abruzzo e alcuni comuni del Nord Italia.</li>
</ul>
<p><strong>Investimenti ammissibili</strong><br />
La cifra ottenibile non può superare 25.823,00 Euro e può essere utilizzata per: acquistare attrezzature, impianti, macchinari e loro allacciamenti, beni immateriali ad utilità pluriennale, ristrutturazione dell’immobile per una spesa non superiore al 10% del finanziamento.<br />
<strong>Agevolazioni previste</strong><br />
Le agevolazioni al prestito variano in base alla cifra che si richiederà e si otterrà.<br />
Da 5.165,00 ed 25.823,00 Euro si avrà un fondo perduto del 40% e un mutuo a tasso agevolato per il restante 60%. Un ulteriore contributo non superiore a 5.165,00 Euro utile per recuperare le spese sostenute per la gestione delle attività del primo anno (affitto, bollette, spese per il commercialista, ecc.).<br />
Fino a 5.165,00 Euro di prestito ottenuto, si avrà solamente un mutuo a tasso agevolato per l’intero importo oltre allo stesso contributo di 5.165,00 Euro utile per recuperare le spese sostenute per la gestione delle attività del primo anno (affitto, bollette, spese per il commercialista, ecc.).<br />
 <br />
<strong>2 – Franchising</strong><br />
I <strong>requisiti</strong> richiesti per avviare una attività in franchising (sia società che ditte individuali) sono:</p>
<ul>
<li>non essere una cooperativa o una società di fatto;</li>
<li>la metà dei soci deve detenere almeno la metà delle quote di partecipazione e deve essere in possesso della maggiore età il giorno in cui si presenta la domanda di prestito;</li>
<li>la metà dei soci risulti non occupata da almeno 6 mesi;</li>
<li>la metà dei soci deve essere residente nelle aree ammesse al finanziamento: Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania o nelle aree obiettivo II e aree in deroga: Molise, Abruzzo e alcuni comuni del Nord Italia.</li>
</ul>
<p><strong>Investimenti ammissibili</strong><br />
La legge ammette al finanziamento le quote di affiliazione per la commercializzazione di beni e per la prestazione di servizi.<br />
<strong>Agevolazioni previste</strong><br />
La cifra ottenuta in prestito sarà in parte a fondo perduto e in parte da restituire con un mutuo agevolato.</p>
<p><strong>3 – Microimpresa</strong><br />
Per Microimpresa si intendono: società in nome collettivo (S.n.c.), società semplici, società in accomandita semplice (S.a.s.).<br />
I <strong>requisiti</strong> richiesti per avviare una microimpresa sono:</p>
<ul>
<li>la metà dei soci deve detenere almeno la metà delle quote di partecipazione e deve essere in possesso della maggiore età il giorno in cui si presenta la domanda di prestito;</li>
<li>la metà dei soci risulti non occupata da almeno 6 mesi;</li>
<li>la metà dei soci deve essere residente nelle aree ammesse al finanziamento: Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania o nelle aree obiettivo II e aree in deroga: Molise, Abruzzo e alcuni comuni del Nord Italia.</li>
</ul>
<p><strong>Investimenti ammissibili</strong><br />
La cifra ottenibile non può superare 129.114,00 Euro e può essere utilizzata per: acquistare attrezzature, impianti, macchinari e loro allacciamenti, beni immateriali ad utilità pluriennale, ristrutturazione dell’immobile per una spesa non superiore al 10% del finanziamento.<br />
Nel caso delle Microimprese, il prestito contribuirà a finanziare anche una serie di spese necessaria allo svolgimento dell’attività quali: materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi interni al processo produttivo, bollette e spese d’affitto per l’immobile, oneri finanziari, prestazioni di garanzie di assicurazione sui beni finanziati, prestazioni di servizi.<br />
<strong>Agevolazioni previste</strong><br />
La cifra ottenuta in prestito sarà in parte a fondo perduto e in parte da restituire con un mutuo agevolato.</p>
<p><strong>N.B.</strong><br />
Qualunque tipo di attività vogliate aprire, è bene non fare unicamente affidamento sul denaro prestato con queste forme di prestito. Considerate questi finanziamenti un grande aiuto per l’apertura e l’avvio di una nuova attività lavorativa ma valutate sempre bene i rischi d’impresa e muovetevi, preferibilmente, solo se alle spalle avete un discreto capitale da usare come anticipo alla spese o per coprire eventuali imprevisti.</p>
<p>Per approfondimenti: <a href="http://www.sviluppoitalia.it/">http://www.sviluppoitalia.it/</a></p>
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