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A dicembre 2009 salgono i tassi di interesse sui mutui

Data: |Categoria: Mutui|0 Commenti »

A dicembre 2009 sono risaliti, dopo 18 mesi, i tassi di interesse sui mutui, che sono passati dal 2,90% di novembre al 2,95%.

Questi dati non permettono di capire se vi sia un reale aumento della richiesta di prestiti per acquistare una casa oppure se ciò dipende dal passaggio da un tasso fisso ad uno variabile o viceversa. Un altra motivazione potrebbe essere la percezione che l’era dei bassi tassi di interesse si stia concludendo.

L’ufficio studi dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), comunica che questi dati sono il risultato di una particolare elaborazione tra i tassi di interesse dei mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile.
Sta di fatto che comunque una vera crescita mancava dall’agosto del 2008, quando il tasso era arrivato al 5,95%.

Sempre a dicembre 2009, anche il tasso Euribor (il tipico parametro di indicizzazione per i mutui a tasso variabile) è calato passando dallo 0,72% di novembre al 0,71%; oggi si attesta allo 0,66%.

Per guanto riguarda i finanziamenti alle imprese, c’è stato un ulteriore calo dello 0,5% nelle richieste arrivando all’1,1% rispetto all’1,6% di ottobre. La situazione italiana sembrerebbe comunque migliore del resto d’Europa dove gli impieghi sono maggiormente calati.

In aumento ci sono stati i finanziamenti alle famiglie (+6% rispetto ai primi mesi del 2008) ma peggiora la qualità del credito (ovvero la valutazione di un’obbligazione in relazione alla sua qualità e sicurezza) raggiungendo un valore di 58 miliardi di euro, 1,4 in più rispetto ad ottobre 2009 e 18,4 miliardi in più rispetto a novembre 2008.

In una riunione tenutasi il 20 gennaio 2009, il Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo, ha parlato dei problemi connessi all’entrata in vigore delle regole del Basilea 2, e sperano che questo non si ripercuota sulla restrizione creditizia proprio quando l’economia nazionale ha bisogno di denaro per riprendersi.

Una delle ipotesi sull’aumento dei mutui è che in vista dell’aumento del costo del denaro a partire dalla metà del 2010, a novembre 2009 il 70% dei mutui era a tasso variabile, il 25% a tasso fisso e il 5% a tasso misto: la scelta maggiore scelta del tasso variabile è da ricondurre alla possibilità di modificare ogni due anni il finanziamento passando da variabile a fisso e viceversa.

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