Quando ci si appresta a richiede informazioni per avere un mutuo, quello che alla fine di tutti i giochi interessa di più è la cifra che ogni mese si dovrà restituire all’istituto di credito che ci ha permesso di acquistare la nostra casa.
Il primo sistema per abbassare la rata e quello di chiedere meno denaro alla banca, prelevando soldi dai propri risparmi o utilizzando alcuni lasciti di genitori e/o parenti.
Il secondo sistema è quello di utilizzare anticipatamente una parte del Tfr (trattamento di fine rapporto), detta anche liquidazione, sia che esso sia stato investito in azienda che in un fondo pensione.
La possibilità di ottenere un anticipo sul Tfr viene data solo ai dipendenti che lavorano da almeno 8 anni per la stessa azienda ma con alcune regole/limitazioni: in un anno il datore di lavoro può erogare il 70% del Tfr accumulato solo al 10% dei lavoratori che possono richiederlo, a patto che questo 10% non superi il 4% di tutti i dipendenti.
Ad esempio: se un’azienda ha 100 operai e la metà di loro potrebbe avere questo anticipo, l’azienda potrebbe teoricamente darlo a 5 operai (ovvero il 10% di 50 operai), ma siccome il 10% di 50 operai è pari al 5% di tutti i 100 operai, il numero massimo di operai che riceverà l’anticipo potrà essere solo 4.
Per quanto riguarda i lavoratori che hanno deciso di investire il proprio Tfr in un fondo pensione, il requisito di anzianità è sempre lo stesso, 8 anni, ma calcolati sommando i periodi in cui il Tfr è stato versato in forme di pensioni complementari. In questo caso, l’anticipo può essere del 75%.
Si precisa che in tutti e due i casi di anticipo, sulla cifra ricevuta viene applicata una tassazione.
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