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Lo scudo fiscale porterà denaro anche al bonus ricerca delle aziende

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Di fronte alla platea degli industriali di Genova, il 6 ottobre 2009, il ministro dello sviluppo, Claudio Scajola, ha annunciato la sua proposta, diretta a Tremonti e altri colleghi, affinché i soldi dello scudo fiscale siano in parte destinati alle imprese, in particolare al credito d’imposta e alle innovazioni.

Ha inoltre difeso l’operato del governo nella gestione della crisi e nella sua attenzione ai problemi delle imprese e dell’economia. Ciò in particolare riferimento alle accuse della Marcegaglia, presidente di Confindustria, che aveva rimproverato la politica di disattenzione e poca responsabilità nell’amministrazione della situazione economica.

A riprova delle proprie affermazioni, Scajola, fa riferimento:

  • al Pil italiano che sembra andar meglio che in altri paesi,
  • alla disoccupazione e al debito pubblico che sono al di sotto della media europea,
  • al sistema bancario che è stato in grado di fronteggiare la crisi senza ricorrere ai bond pubblici,
  • ai dati positivi delle esportazioni di settembre.

Scajola continua il suo discorso riconoscendo che la crisi è tutt’altro che lontana e non sarà breve, ma la ripresa dell’economia deve passare attraverso la capacità di resistenza delle imprese italiane che sapranno risollevarsi anche grazie al sostegno dell’esecutivo, sia attraverso le iniziative già varate (come il rifinanziamento del fondo di garanzia per piccole e medie imprese con 1,6 miliardi di euro), sia attraverso manovre future: ad esempio una parte del denaro proveniente dallo scudo fiscale verrà utilizzato per il credito d’imposta, e verranno dati degli incentivi per fornire più risorse alla ricerca industriale, all’innovazione tecnologica e a nuove filiere produttive.

Altro tema di intervento del ministro è poi stato l’energia: a breve saranno nominati degli appositi commissari per rendere più celere gli interventi infrastrutturali energetici. Egli conferma l’impegno sul nucleare, affermando che, qualora si rendesse necessario, il governo si andrebbe a sostituire alle regioni.

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