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La parola “chirografario” ha origine nell’antica Grecia e più precisamente da “chiros” che vuol dire scrittura. In linea di massima il finanziamento chirografario è contraddistinto dall’assenza di una forma di garanzia effettiva, con il solo accordo scritto a sancire le responsabilità del cliente (o chirografo). |
Il cosiddetto mutuo chirografario, dunque, è assicurato dalla tradizionale certificazione firmata dal chirografo senza eventuali ipoteche su beni immobili, clausole contrattuali e fideiussioni supplementari. Ecco perché il beneficiario del mutuo assume un ruolo rilevante in tal senso con conseguente approfondito esame della relativa situazione economica da parte dell’istituto di credito.
Esistono due diverse categorie di mutuo chirografario: mutuo per aziende e mutuo per privati.
Il primo è il finanziamento chirografario più diffuso e conosciuto: interessa le industrie e le aziende
ed è legato strettamente a eventuali investimenti economici circa strutture, beni e servizi dell’azienda interessata. Le caratteristiche di questo tipo di prestito sono peculiarmente quelle del tradizionale mutuo, con la sola eccezione del termine di scadenza che può oscillare da 2 a 6 anni.
Il mutuo chirografario che interessa i privati è in pratica un prestito individuale a tutti gli effetti: la cifra ricevuta in prestito, infatti, non tiene conto di alcun vincolo o clausola relativa allo scopo d’utilizzo e può essere destinata a qualsiasi investimento.
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