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Pensioni e previdenza: le casse sono sotto il controllo delle autority

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Sono molte le casse di raccolta di denaro ai fini pensionistici che in Italia sono sotto controllo. Questo perché l’enorme mole di denaro raccolta da tali enti viene investita in diversi pacchetti azionari che non sempre sono del tutto chiari o di indubbia provenienza.

Prestiti PersonaliLa crisi finanziaria del 2008 ha messo le casse di previdenza sotto pressione, situazione che è andata anche peggiorando dopo che sono stati scoperti alcuni bond strutturati della Lehman Brothers. Quindi la commissione parlamentare che si occupa degli enti pensionistici chiede ora maggiore chiarezza e trasparenza sui conti, la pubblicazione su internet dei bilanci.

Per realizzare tutto questo la commissione ha organizzato incontri con tutti i presidenti degli istituti di previdenza.
Sebbene questi istituti siano stati privatizzati da tempo, sono ancora sotto il controllo di un organismo pubblico formato da 18 elementi (deputati e senatori) oltre che ad un controllo diretto della corte dei conti. Il presidente di questa commissione di controllo bicamerale, Giorgio Jannone del Pdl, ha sottolineato il successo del lavoro svolto per quel che riguarda il risanamento dei conti di questi enti previdenziali, e inoltre ha ribadito la necessità di essere prudenti se si pensa ad un investimento in obbligazioni strutturate e in derivati proprio per non incorrere ancora in gravi errori come quelli legati agli investimenti nei bond Anthracite. La commissione bicamerale settimanalmente organizza degli incontri in cui espone le proprie ragioni e spiegazioni a gruppi di professionisti quali farmacisti, consulenti del lavoro o veterinari e questa non è la sola via seguita dalla commissione per cercare di chiarire il più possibile la situazione agli interessati.

Maggiore trasparenza potrà emergere sicuramente dalla pubblicazione dei bilanci e dalla pubblicazione online dei dati contabili di questi enti previdenziali, questione sulla quale la commissione sta insistendo molto.
In più si sta lavorando su una mozione voluta da entrambi gli schieramenti politici del nostro paese per uniformare i criteri di contabilità delle diverse casse spingendole a pubblicare sui loro siti internet tutto il materiale relativo al 2008, comprese le relazioni rilasciate dagli organi di vigilanza. Chi non ha ancora fatto questa operazione dovrà darne conto. Tra questi ci sono senz’altro l’Empam e la Cassa Notariato, che sono due tra i più grossi enti che non hanno ancora soddisfatto queste richieste di trasparenza.

Comunque anche casse più piccole non hanno ancora provveduto alla pubblicazione online di bilanci e relazioni di controllo o, nella migliore delle ipotesi, hanno provveduto solo in parte. Tra questi emergono la cassa biologi (Enpab), quella spedizionieri (Fasc) e quella agricoltori (Enpaia). Inoltre, un’altra strada seguita dalla commissione è, come abbiamo detto, quella della mozione bipartisan attraverso la quale si intende chiedere al governo l’applicazione di regole che rendano i criteri di contabilizzazione il più possibile omogenei e comuni a tutte le casse per tutelare il risparmio previdenziale proprio per evitare nuovi episodi simili a quello di Anthracite di un anno e mezzo fa circa.

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Easy Prestito – prestiti personali veloci

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A dicembre 2009 salgono i tassi di interesse sui mutui

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La situazione sui mutui è ancora poco stabile ma a dicembre 2009 il tasso è aumentato. Non è ben chiaro come mai questo sia successo ma è chiaro che il settore sta pian piano cercando di stabilizzarsi.

A dicembre 2009 sono risaliti, dopo 18 mesi, i tassi di interesse sui mutui, che sono passati dal 2,90% di novembre al 2,95%.

Questi dati non permettono di capire se vi sia un reale aumento della richiesta di prestiti per acquistare una casa oppure se ciò dipende dal passaggio da un tasso fisso ad uno variabile o viceversa. Un altra motivazione potrebbe essere la percezione che l’era dei bassi tassi di interesse si stia concludendo.

L’ufficio studi dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), comunica che questi dati sono il risultato di una particolare elaborazione tra i tassi di interesse dei mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile.
Sta di fatto che comunque una vera crescita mancava dall’agosto del 2008, quando il tasso era arrivato al 5,95%.

Sempre a dicembre 2009, anche il tasso Euribor (il tipico parametro di indicizzazione per i mutui a tasso variabile) è calato passando dallo 0,72% di novembre al 0,71%; oggi si attesta allo 0,66%.

Per guanto riguarda i finanziamenti alle imprese, c’è stato un ulteriore calo dello 0,5% nelle richieste arrivando all’1,1% rispetto all’1,6% di ottobre. La situazione italiana sembrerebbe comunque migliore del resto d’Europa dove gli impieghi sono maggiormente calati.

In aumento ci sono stati i finanziamenti alle famiglie (+6% rispetto ai primi mesi del 2008) ma peggiora la qualità del credito (ovvero la valutazione di un’obbligazione in relazione alla sua qualità e sicurezza) raggiungendo un valore di 58 miliardi di euro, 1,4 in più rispetto ad ottobre 2009 e 18,4 miliardi in più rispetto a novembre 2008.

In una riunione tenutasi il 20 gennaio 2009, il Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo, ha parlato dei problemi connessi all’entrata in vigore delle regole del Basilea 2, e sperano che questo non si ripercuota sulla restrizione creditizia proprio quando l’economia nazionale ha bisogno di denaro per riprendersi.

Una delle ipotesi sull’aumento dei mutui è che in vista dell’aumento del costo del denaro a partire dalla metà del 2010, a novembre 2009 il 70% dei mutui era a tasso variabile, il 25% a tasso fisso e il 5% a tasso misto: la scelta maggiore scelta del tasso variabile è da ricondurre alla possibilità di modificare ogni due anni il finanziamento passando da variabile a fisso e viceversa.

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